Ennesima spirale di violenza a Napoli, il governo dov’è?

Com’era lontana l’Aula della Camera stamattina da quello che intanto stava accadendo nel Rione Sanità di Napoli, dove una folla commossa ha dato l’ultimo saluto al ragazzo di 17 anni ucciso per strada qualche giorno fa. Napoli sta affrontando l’ennesima escalation di violenza criminale e in risposta all’interpellanza urgente che ho rivolto al governo oggi ho ricevuto solo una lista di arresti e di operazioni di polizia. I protagonisti di quegli interventi sono le stesse forze dell’ordine che sul territorio lamentano l’abbandono da parte delle istituzioni centrali, ma che nonostante tutto non si risparmiano per contrastare la criminalità con ogni mezzo a loro disposizione. Quello che manca è la volontà politica di incidere realmente sulle cause che hanno portato a questa escalation criminale delle ultime settimane a Napoli. È una storia che si ripete da decenni, ma che per essere risolta deve essere affrontata con determinazione e tenacia. Lo Stato deve essere presente sul serio, e non solo con la presenza delle forze armate, ma anche con interventi in settori diversi che vadano a incidere sulle condizioni sociali, culturali ed economiche della comunità. Non può, come invece è davanti agli occhi di tutti, abdicare al proprio ruolo. Non lo può fare lì dove è ancora più necessaria la sua presenza, in un quartiere in cui, come ricorda padre Alex Zanotelli, “non c’è un asilo nido né una scuola media e dove l’unico istituto superiore è al secondo posto della classifica dell’abbandono scolastico”. Lo Stato non può pensare che a garantire questa presenza siano sufficienti associazioni, comitati di cittadini, sacerdoti che sul territorio provano a ricucire un tessuto sociale distrutto da malaffare, camorra, politica miope e autoreferenziale. La gente non ne può più e ha bisogno di altre risposte, ha bisogno di sentire lo Stato dalla sua parte.
Ecco il mio intervento

 

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