Finalmente la data del referendum. Continuiamo i confronti con i cittadini per spiegare le storture della riforma costituzionale

Finalmente c’è la data del referendum. Il premier ha temporeggiato fino all’ultimo e, come c’era da aspettarsi, ha deciso di fissare a dicembre la consultazione, allontandando per quanto possibile la data e provare, così, a giocarsi tutte le carte per convincere gli italiani a colpi di slogan, tweet e mancette nella legge di stabilità. Dispiace constatare che il quirinale non sia stato in grado di esercitare tutta la sua moral suasion per individuare non solo una data in cui il voto referendario non possa essere inquinato dalle promesse della legge di stabiltà, ma anche una data in grado di favorire la massima partecipazione a un momento così importante della vita democratica. Il fatto che il premier abbia scelto la data del 4 dicembre non stupisce; ancora una volta chi ha la responsabilità di governare ha dimostrato di agire sulla base della propria presunta convenienza. Fortunatamente però questi mezzucci servono a poco e dimostrano quanta paura hanno di perdere questo referendum. Le storture della pseudo riforma costituzionale sono chiare a tutti e noi continueremo a girare per confrontarci con i cittadini sui temi del referendum e informarli sui rischi che corre la nostra democrazia con l’approvazione della riforma. #Iovotono

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