I partiti intascano 45 milioni di rimborsi elettorali. Noi continuiamo a dimezzarci lo stipendio. Trova le differenze

rendiconto_settembre2015-01

La Camera ha sbloccato altri 45 milioni di euro di rimborsi elettorali. Sono soldi pubblici che i partiti continuano a intascare senza rendicontazione e trasparenza (grazie alla sanatoria della legge Boccadutri) e facendosi beffe del referendum del 1993 con cui i cittadini hanno detto no al finanziamento pubblico. 45 milioni di euro che percepiranno in meno di 48 ore, mentre le imprese italiane aspettano anni per riscuotere i debiti della Pa.

Il Movimento 5 stelle rinuncia al finanziamento pubblico, lo fa dal primo istante, e noi parlamentari continuiamo a dimezzarci gli stipendi, a restituire i rimborsi non utilizzati, a sostenere le piccole e medie imprese.

In due anni e mezzo di legislatura ho contribuito al fondo per il microcredito con quasi 109 mila euro. E da quando sono presidente della Vigilanza Rai ho spontaneamente rinunciato a circa 63 mila euro di doppia indennità.

A diversi livelli i portavoce del Movimento hanno sostenuto tanti altri progetti: i consiglieri siciliani hanno reso possibile la realizzazione di una strada, quelli campani la ricostruzione dei laboratori di una scuola colpita dall’alluvione a Benevento. Con parte dei fondi raccolti per la campagna elettorale del 2013, stiamo ricostruendo la palestra di una scuola in un comune terremotato in Emilia Romagna.

Non ci è servita una legge. Lo abbiamo semplicemente fatto perché crediamo in una politica diversa, in un’idea di Paese e di futuro diversa, fatta di coerenza, senso di responsabilità, onestà, trasparenza, partecipazione.
Chi non riconosce tutto questo, può solo essere intellettualmente disonesto.

2 pensieri su “I partiti intascano 45 milioni di rimborsi elettorali. Noi continuiamo a dimezzarci lo stipendio. Trova le differenze

  1. Ciao Roberto, ieri ti ho ascoltato in un’intervista televisiva su La7 dove affermavi che una soluzione per trovare fondi per restituire i risparmi ai cittadini delle 4 banche in dissesto era quella di rendere indeducibili una parte degli interessi passivi alle società; ritengo che questa soluzione sia molto dannosa soprattutto per le piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria che si vedrebbero di fatto aumentare il prelievo fiscale.

    1. Ciao Maria lucia, forse mi sono mal espresso ma il riferimento è alla riduzione della deducibilità degli interessi passivi delle banche.
      La proposta è di prevedere un credito di imposta al 100% per un recupero di parte dei risparmi persi, coperto appunto con la riduzione della deducibilità degli interessi passivi delle banche.

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