Il “sistema” teme il Movimento 5 Stelle

Solo qualche settimana prima di essere arrestato, Salvatore Buzzi, il patron delle cooperative rosse coinvolto nell’inchiesta su Mafia Capitale, prendeva parte a una delle cene di finanziamento del Pd organizzata dal segretario Matteo Renzi.
Quello stesso Salvatore Buzzi che, intercettato, commenta i risultati delle elezioni 2013 con il boss Massimo Carminati affermando “Il problema è che non ci stiamo più noi … una cosa incredibile… Grillo è riuscito a distruggere il Pd“.
Spesso cerchiamo di fotografare le differenze tra noi e loro, tra un movimento di cittadini nato in rete e un sistema che ha letteralmente spolpato il nostro Paese e che è tenuto in vita anche da esponenti di partiti di destra e sinistra. Le due notizie relative a Mafia Capitale permettono di scattare questa ennesima foto in modo ancora più nitido. Il “sistema” non vuole il Movimento al potere. Lo teme, perché sa che non otterrà mai nulla.
La corruzione è un male che attanaglia il nostro paese da tempo. Expo, Mose e ora l’inchiesta su Roma, per citare solo i casi più recenti, ne sono la dimostrazione più evidente e rumorosa. Renzi crede di risolvere tutto con l’ennesimo annuncio. Ma sappiamo tutti che la sfida è molto più ampia. Occorre un cambiamento culturale vero, radicato in scelte e comportamenti. Renzi cominci da qui, e non dai video su You Tube. Si faccia promotore del cambiamento iniziando, per esempio, a non concordare più le riforme con un condannato in via definitiva per frode fiscale.
Il Movimento 5 Stelle, sul fronte della lotta al malaffare, ha da molto tempo presentato le proprie proposte legislative: anticorruzione, prescrizione, falso in bilancio, whistleblowing. Sono tutte depositate in Parlamento. Potremmo votarle domani. Altro che annunci.

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