La Rai deve rispettare fino in fondo le persone con disabilità sensoriali

La Rai deve rispettare fino in fondo le persone con disabilità sensoriali.

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di utenti sordi, offesi dal modo in cui è reso il servizio di sottotitolazione dei programmi: sottotitoli in ritardo, imprecisi, formulati con frasi troppo abbreviate oppure con parole troppo elementari e non corrispondenti al parlato. Un comportamento non soltanto irrispettoso, ma anche in aperta violazione dell’attuale contratto di servizio che impone alla Rai la qualità del servizio di sottotitolatura.

C’è di più. Come sapete, dopo un intenso lavoro in Commissione di Vigilanza, nel 2014 si era giunti alla formulazione di un nuovo contratto di servizio, per certi versi radicalmente innovativo. Sono passati più di due anni, ma la Rai e il Ministero dello sviluppo economico non lo hanno firmato. Con la conseguenza che tutti i nuovi obblighi sulla sottotitolazione, la lingua dei segni e le audiodescrizioni nei programmi Rai sono rimasti lettera morta.
Ecco perché in queste ore abbiamo agito su due piani diversi.

Al Governo abbiamo chiesto – con l’interrogazione a prima firma del mio collega Davide Tripiedi – di procedere immediatamente alla firma del contratto di servizio, altrimenti di prevedere che gli utenti sordi siano esonerati dal pagamento del canone.

Ai vertici della Rai, invece, abbiamo chiesto non solo di garantire immediatamente un servizio di sottotitolazione di qualità, ma di realizzare comunque entro un anno gli obiettivi posti dalla Commissione di Vigilanza. Non è credibile che non si trovino le risorse per rendere il servizio pubblico davvero accessibile a tutti.

Entro 15 giorni la Rai dovrà rispondere. Vi terremo aggiornati.

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