Lavori per pagare i loro rimborsi elettorali

La mattina ti svegli e se sei fortunato vai a lavorare. Magari prendi un caffé ed inizi la tua giornata che non durerà meno di otto ore. Cerchi di dare il meglio di te e così per tutta la settimana e così per tutto il mese e così per tutto l’anno. Ogni santo giorno. E delle volte ti chiedi il senso di tutto questo. A fine mese arriva la busta paga e leggi il tuo netto che non è mai molto e ti rendi conto che potrebbe essere di più se non fosse stato eroso da un mare di tasse. Però pensi che se le tasse ritornassero sotto forma di servizi, il gioco potrebbe valere la candela. Ed ecco allora che in quel momento volgi il tuo sguardo al Senato della Repubblica, in commissione Affari Costituzionali, e guardi coloro che lavorano per te, nel tuo interesse, nell’interesse della nazione, e scopri che con una fretta inaudita stanno per votare una legge che elimina di fatto il controllo sui bilanci dei partiti politici in modo da poter accedere senza alcun problema a 42 milioni di euro dei cosiddetti rimborsi elettorali. Per te migliaia di documenti per chiedere un mutuo, per avere un finanziamento, per fare qualsiasi cosa, per loro no. E allora hai due strade: andare via o alzarti e combattere. Noi abbiamo scelto di combattere

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