Pluralismo nei tg: questo sconosciuto

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I dati di novembre sul pluralismo politico sono vergognosi. Non c’è emittente che si salvi. Quella del mese scorso è stata solo un’illusione. Presenteremo, quindi, nelle prossime ore interrogazioni alla Rai ed esposti all’Agcom.

Le percentuali dei notiziari Mediaset sono tornate a livelli indegni per l’informazione di un Paese democratico. Nel Tg4, giusto per fare un esempio, Forza Italia ha goduto del 52% del tempo, il Partito democratico del 20%, la Lega Nord del 12%, il M5S del 3%. Anche negli altri tg del biscione il quadro è imbarazzante, e questo suggerisce che il riequilibrio del mese precedente si era realizzato soltanto per prevenire eventuali sanzioni da parte dell’Agcom.

Il servizio pubblico, che più degli altri dovrebbe costituire un esempio di pluralismo, non riesce a liberarsi dalla cappa governativa. Nel complesso dei notiziari Rai il blocco Governo-maggioranza ha avuto oltre il 61% dello spazio, di cui il 41% soltanto il Governo, e le opposizioni sono a dire poco marginalizzate, avendo goduto appena del 18%. Questo accade anche nel Tg3, che qualcuno ha avuto l’ardire di definire “grillino”.
È una situazione, quella della Rai, perdurante e insostenibile, che i nuovi vertici devono assolutamente affrontare.
Non va meglio su SkyTg24, che riserva al blocco Governo- maggioranza quasi il 70%.

I dati, consultabili su ‪‎Open Tg, delineano un sistema dell’informazione interamente asservito al Presidente del Consiglio. Questo Paese soffre di una patologia per quanto riguarda il pluralismo e la libertà dell’informazione, una patologia che, a quanto pare, va ben oltre Berlusconi.

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