Sull’elezione del nuovo commissario dell’Agcom

Sono tre anni che il Partito democratico fa finta di lamentarsi che in Agcom una maggioranza di centrodestra ha preso ininterrottamente decisioni a favore di Mediaset.
Dopodomani il Senato dovrà eleggere un nuovo commissario Agcom in sostituzione dello scomparso Antonio Preto. Circolano con insistenza nomi organici a Mediaset, cosa ancor più eclatante nel momento in cui l’Autorità sarà chiamata nelle prossime settimane a decidere su una questione di vitale importanza per l’azienda di Berlusconi.
Se il Pd, che ha la maggioranza in Parlamento, prestasse il fianco a un’operazione del genere si confermerebbe, per l’ennesima volta, la sua inconsistenza etica e morale e la sua totale compromissione nell’ambito del Patto del Nazareno.
Il M5S, come già accaduto per Rai e Corte costituzionale, proporrà un nome di alto profilo. Non ci interessa avere uomini “vicini” o presunti tali nelle istituzioni di garanzia. Fra i motivi per cui siamo qui c’è quello di estirpare questa maledetta cultura di spartizione di tutto ciò che è bene comune. Chi ancora abbraccia queste logiche pensa di vincere, ma perde ogni giorno di più.

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