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In ricordo del Professore Stefano Rodotà

È sempre difficile riassumere in poche parole il ricordo di una persona che ha contribuito in misura così significativa alla vita pubblica di un Paese. Ancora più arduo se il ricordo e l’omaggio sono rivolti a una personalità, come quella di Stefano Rodotà, che mancherà molto a tutti noi, non soltanto per lo spessore del suo percorso professionale, istituzionale e accademico, ma anche per certe sue qualità umane oggi purtroppo sempre meno presenti nella dialettica e nel dibattito politico. Penso alla sua coerenza nel percorso scientifico che lo ha poi portato a ricoprire, come sappiamo, diversi incarichi tra cui quello di primo Garante della privacy; penso alla lucidità e alla lungimiranza del pensiero su tanti temi cruciali ancora oggi al centro di profonde riflessioni, dalla bioetica all’impatto delle tecnologie, soprattutto della rete, nella nostra società attuale. Temi che in molti casi Rodotà ha contribuito a far emergere nel dibattito pubblico intervenendo con profondo senso civico, passione e rigore morale.
Negli anni è stato protagonista in numerose battaglie fondamentali per la storia del Paese, schierandosi con fermezza ma non per questo rinunciando al dialogo e al confronto in tutti i contesti e con tutti gli interlocutori.
Si potrebbero citare tanti suoi interventi in difesa dei diritti fondamentali e dei beni comuni. Tra questi vogliamo ricordare il suo impegno per il referendum sull’acqua pubblica e la sua vicinanza a tutti i cittadini e ai comitati che si attivarono per quella causa, così come il suo più recente contributo in difesa della Carta costituzionale, coerentemente con il suo pensiero e l’impegno di tutta una vita.
Qualità umane e professionali che oggi ci fanno ricordare con orgoglio di averlo votato nel 2013 come presidente della Repubblica. E voglio ricordare che in quella occasione, anche dopo l’ennesima votazione in quest’Aula, non abbandonò mai il nostro gruppo parlamentare e arrivò fino alla fine delle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo apprezzammo tantissimo. Un’ultima cosa: Stefano Rodotà, persona saggia, aveva occhi giovanissimi, lucidi, pieni di speranza. Lo sguardo di chi ha sempre voluto salvaguardare i diritti delle persone più deboli e i principi della Costituzione. Per tutto questo, grazie Professore Rodotà.

Acqua pubblica e partecipata: utopia possibile. Il convegno internazionale organizzato dal M5S

convegno acqua pubblica m5s marzo 2017

Il prossimo 20 marzo, a due giorni dalla Giornata Mondiale dell’Acqua, si terrà alla Camera il Convegno internazionale sul tema della gestione pubblica dell’acqua organizzato dalla nostra Federica Daga. Dallla Germania all’Argentina, dal Ghana all’Ungheria, dalla Malesia alla Francia, passando per la Bolivia: più di 180 città, in oltre 35 Paesi in tutto il mondo, hanno ripubblicizzato il servizio idrico integrato, dimostrando come questa operazione, oltre ad essere una scelta eticamente e socialmente giusta, è anche economicamente conveniente. Se ne discuterà in questa giornata di confronto a cui prenderanno parte addetti ai lavori, professori, amministratori. In particolare, a presentare la ampia mappatura globale dei casi saranno i professori Emanuele Lobina e Satoko Kishimoto, autori di “Our public water future: the global experience with remunicipalisation” .

Dell’esperienza europea verranno, invece, prese in esame le esperienze emblematiche di Parigi, Berlino e Barcellona, che sta avviando, proprio in questi mesi, il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua. Anne Le Strat, vicesindaco di Parigi all’epoca della ripubblicizzazione, racconterà del successo dell’iniziativa che ha portato un risparmio di 35 milioni di euro l’anno e una riduzione dell’8 per cento della bolletta dell’acqua. Interverrà inoltre Dorothea Haerlin, membro fondatore del Berliner Wassertisch-AG Remunicipalisation.

L’appuntamento è per il 20 marzo dalle 14.00 alle 20.00 presso l’Auletta dei Gruppi della Camera dei Deputati. Per poter partecipare all’evento è indispensabile accreditarsi entro il 13 marzo, inviando un’email all’indirizzo a daga_f@camera.it. L’evento potrà comunque essere seguito anche in streaming.

LEGGE SULL’ACQUA: CALL TO ACTION M5S

27 milioni di persone nel 2011 hanno votato per l’acqua pubblica, ovvero per una gestione fuori dalle logiche di mercato. Fino a oggi, però, i governi sono andati in direzione diametralmente opposta. E lo stesso vale per il governo attuale. Noi ci batteremo fino all’ultimo per dare voce ai cittadini che si sono espressi con il referendum. In questo momento in Commissione ambiente si sta finalmente esaminando la legge sull’acqua in linea con l’esito della consultazione del 2011: su questo tema deve legiferare il Parlamento. È importantissimo. Non si può delegare l’esecutivo a decidere tramite decreti. La mia collega Federica Daga lancia una call to action e un appello rivolto ai consiglieri comunali e regionali affinché presentino atti che possano garantire il rispetto della volontà popolare. Ascoltatela.

La gestione dell’acqua deve essere pubblica. Lo hanno deciso i cittadini

bandiera-acqua L’acqua è un bene comune, un bene essenziale e la gestione deve essere pubblica. Gli italiani hanno deciso così votando il referendum sull’acqua. In parlamento e nelle regioni non ricordano più il risultato di quella consultazione popolare e, come sempre, saremo noi a rinfrescare a tutti la memoria, senza sosta. Che parlamento è un parlamento che non riconosce i referendum? Che governo è un governo che ignora i referendum? Queste persone credono di essere i proprietari dello Stato e non i servitori, ma un passo alla volta ci riprenderemo la democrazia e l’acqua sarà pubblica così come hanno votato gli italiani! Coraggio!

Coraggio, Maria Edera!

Maria Edera Spadoni

La nostra collega Maria Edera Spadoni ha subito intimidazioni dopo essere intervenuta ieri all’evento nazionale sull’acqua pubblica a Reggio Emilia. Nel confronto con i cittadini in piazza Martiri 7 luglio, ha parlato anche del pericolo delle infiltrazioni mafiose che si riscontrano sul suo territorio. Ha ricordato che i parlamentari emiliano romagnoli del Movimento hanno richiesto due settimane fa le dimissioni di Coffrini, sindaco di Brescello, dopo le sue dichiarazioni su Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso. Alla fine della manifestazione, è stata avvicinata da tre persone che le hanno detto di non nominare più il nome di Grande Aracri. Maria Edera ha sporto denuncia verso ignoti.