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Vigilanza Rai / Domani l’audizione di Paolo Garimberti, Euronews

Nella sua relazione annuale, illustrata oggi in Parlamento, il presidente dell’Agcom Cardani è tornato a parlare di servizio pubblico confermando la necessità di individuarne il nuovo perimetro, con riferimento sia all’epoca che viviamo sia alla riforma della governance Rai in atto. Si tratta di un punto su cui battiamo da tempo: una riflessione e un confronto su questo tema non sono più rinviabili. Per questo motivo la commissione che presiedo ha iniziato la scorsa settimana un’indagine conoscitiva sul ruolo e sulle prossime sfide del servizio pubblico radiotelevisivo.

Sono infatti evidenti i cambiamenti che coinvolgono, da un lato, il mercato dell’audiovisivo, dall’altro, le abitudini dei telespettatori. E il Parlamento deve dare il suo contributo in questa discussione non solo rivedendo i meccanismi di nomina dei vertici Rai, ma anche promuovendo un dibattito sulla nuova funzione del servizio pubblico.

È di qualche giorno fa, tra l’altro, la notizia del considerevole aumento delle persone che, nel Regno Unito, non pagano più il canone perché non possiedono più un televisore, dal momento che accedono ai contenuti audiovisivi in rete attraverso altri dispositivi. Da qui la decisione della Bbc di tagliare posti di lavoro e costi di gestione in vista di una perdita di 150 milioni di sterline nell’anno 2016/17.

Cosa accadrà invece in Italia? Quale dovrà essere la nuova missione di servizio pubblico? Come affronterà la Rai i cambiamenti in atto? Ne continueremo a parlare in Vigilanza Rai. Domani ascolteremo PAOLO GARIMBERTI, direttore del consiglio di sorveglianza di EURONEWS. Diretta streaming a partire dalle 14:00.

Meno tv generalista, più internet: come cambierà il servizio pubblico?

televisione

Sempre più persone nel Regno Unito non pagano il canone. È infatti cresciuto in modo vertiginoso il numero di utenti che non posseggono più un televisore e che hanno smesso di vedere la tv generalista. Accedono ai contenuti audiovisivi e all’informazione via internet usando dispositivi diversi (tra cui iPlayer, il servizio di visualizzazione online di Bbc).

La Bbc ha così previsto che nel 2016/2017 registrerà una perdita di circa 150 milioni di sterline, mancati introiti che la vedono costretta a tagliare costi di gestione e, purtroppo, posti di lavoro. Allo stesso tempo ha deciso di investire maggiormente in prodotti digitali e nell’ampliamento della propria offerta.

Tony Hall, direttore generale della tv pubblica britannica, ha dichiarato: “Dobbiamo concentrarci su ciò che è davvero importante, cioè produrre programmi e contenuti di qualità per tutto il nostro pubblico”.

Questa notizia rende evidente quanto sia imprescindibile e attuale una riflessione profonda sul ruolo e sulle sfide del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, come in Europa. Il mercato dell’audiovisivo e le abitudini dei telespettatori stanno cambiando velocemente e di fronte a questo nuovo scenario occorre interrogarsi sulla missione della tv pubblica e su come debba adeguarsi ai mutamenti in atto.

Sono contento che la Commissione di vigilanza Rai abbia intrapreso un’indagine conoscitiva in merito, un percorso che servirà ad accendere il dibattito sul tema e a raccogliere le testimonianze, le idee, i punti di vista di registi, rappresentanti delle Istituzioni, giornalisti, giovani autori e addetti ai lavori. Una discussione e un confronto tanto più necessari se si considerano, da un lato, l’importanza del servizio pubblico per una democrazia e, dall’altro, il futuro imminente della Rai, con l’esame della riforma della governance e il rinnovo del cda.

La Vigilanza Rai è pronta a dare il suo contributo.

Piano di riforma News, Vigilanza Rai al lavoro su atto di indirizzo

Una riforma dell’informazione Rai è necessaria. È sotto gli occhi di tutti. Un cambio di rotta appare indispensabile. Basta vedere quello che è successo con la copertura degli attentati di Parigi e il pessimo servizio pubblico fornito ai cittadini. Molti cambiamenti potrebbero in realtà già essere posti in essere, senza bisogno di particolari piani di riorganizzazione, così da migliorare l’offerta informativa nell’interesse del Paese. La commissione di Vigilanza è al lavoro sulla risoluzione sul piano news ideato e presentato dal direttore generale della Rai Gubitosi. E sta cercando di rispettare e assicurare precise tempistiche. Ma come tutti sanno, l’attività delle commissioni bicamerali è strettamente legata al calendario d’aula di Montecitorio e Palazzo Madama che, soprattutto nell’ultimo anno, è stato particolarmente intenso e ha comportato molto spesso lo slittamento dei lavori delle stesse bicamerali. Proprio per risolvere questa problematica, che rende difficoltosa la convocazione delle sedute di commissione, abbiamo ripetutamente chiesto ai presidenti di Camera e Senato di tenere maggiormente in considerazione le esigenze delle bicamerali. Come ricorderete la presentazione del piano news è avvenuta a settembre e la Vigilanza, per svolgere un lavoro serio e meticoloso su un tema, l’informazione, così importante per una società democratica, ha impiegato il tempo necessario per ascoltare sul punto gli addetti ai lavori (direttori di rete e dei tg, sindacati, rappresentanti della Bbc, Istituzioni) ed elaborare, discutere e votare un atto di indirizzo decisivo per il futuro delle testate giornalistiche Rai. Non ci siamo mai fermati se non per rispettare i lavori di Camera e Senato. E continueremo a lavorare per approvare una risoluzione utile al miglioramento complessivo del sistema informativo pubblico.

L’esame dell’atto di indirizzo continuerà in commissione di Vigilanza martedì mattina alle 08.30, così da chiudere la fase della discussione generale.

Audizione BBC

Oggi in commissione di Vigilanza Rai abbiamo svolto in videoconferenza l’audizione della responsabile delle newsroom della Bbc, Mary Hockaday, e del suo collega Adrian Van Klaveren. Eccezionalmente la commissione si è trasferita da Palazzo San Macuto a Montecitorio, nella Sala del Mappamondo. La scelta di confrontarci con i rappresentanti  della tv inglese è stata dettata dalla necessità di conoscere più da vicino il loro modello di organizzazione delle redazioni dei telegiornali. Un punto di vista significativo per poter procedere all’elaborazione della risoluzione che la Vigilanza presenterrà sul progetto di riorganizzazione dell’offerta informativa del servizio pubblico voluto da Luigi Gubitosi. È stato tra l’altro proprio il direttore generale Rai a citare la Bbc come riferimento per il piano che prevede l’accorpamento delle redazioni in due newsroom pur mantenendo l’identità dei diversi tg.

 

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