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Mediaset lancia l’opa su Rai Way. Si sorprende solo chi non guarda

A maggio, Berlusconi, ospite a “Porta a Porta” mi definì un buffone perché denunciavo la possibilità di un’intesa tra lui e Renzi sulla vendita di Rai Way, la società che possiede e gestisce la rete di trasmissione del segnale radiotelevisivo in Italia. Cosa succede a meno di un anno di distanza? Vi sembrerà strano ma Mediaset punta a comprare proprio Raiway, attraverso la sua società delle torri Ei Towers lanciando un’opa di 1,2 miliardi di euro. Tutto questo può avvenire esclusivamente perché in modo irresponsabile o magari premeditato il governo ha costretto la Rai a fare cassa in tempi rapidi dopo aver tagliato 150 milioni di euro a copertura del decreto Irpef (80 euro) e contestualmente indicando la quotazione in borsa di Rai Way. La strada che si è intrapresa, ai miei occhi, era evidente fin dall’inizio ed è per questo che ho denunciato ovunque questa situazione e le sue drammatiche conseguenze. Oggi tutti i giornali titolano di questa mossa a sorpresa di Mediaset, ma qui si sorprende solo chi non guarda, chi si gira dall’altro lato o chi è complice. Questa è la democrazia: incontrasi in una stanza da soli e parlare di affari ai danni del Paese. L’operazione di trasparenza e di onestà che ha fatto invece il Movimento in quasi due anni di legislatura rimarrà nei libri di storia.
Chi è allora il buffone? Come vedete, il tempo è sempre galantuomo, e in questo caso aggiungerei purtroppo.

Caso Verro, audizioni in Vigilanza Rai

In ufficio di presidenza abbiamo deciso di avviare un’istruttoria sul caso del consigliere di amministrazione Rai Antonio Verro, che avrebbe inviato, nell’agosto 2010, una lettera all’allora premier Silvio Berlusconi per informarlo su alcuni programmi ritenuti antigovernativi, facendo così venir meno l’indipendenza che gli amministratori di un’azienda pubblica devono necessariamente preservare. Abbiamo quindi deciso di iniziare un ciclo di audizioni in commissione di Vigilanza. Ascolteremo, dunque, inizialmente la Presidente del Cda Rai Annamaria Tarantola. Useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per fare definitivamente chiarezza su questa vicenda.

 

Fuori i nomi

Rai1 - Matteo Renzi ospite a "Porta a Porta"

Chiediamo a Renzi una rosa di nomi per il Quirinale. Li sottoporremo al voto dei cittadini in rete in vista del primo scrutinio, il 29 gennaio, per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Chiediamo a Renzi che la scelta del prossimo Presidente della Repubblica non sia il risultato, l’ennesimo, di un patto siglato nel chiuso di una stanza da due persone. Chiediamo a Renzi trasparenza, nell’interesse del Paese e dei cittadini. #fuoriinomi

Intervista al Tg1 – 17/12/2014

Il nostro provvedimento sulla corruzione, presentato e depositato mesi fa, e nei giorni scorsi lodato dallo stesso Procuratore Nazionale antimafia resta fermo. Intanto i partiti non fanno altro che chiacchiere. Renzi si dice “schifato” per Mafia Capitale ma intanto si allea per fare le riforme con Forza Italia, un partito che ha tra i suoi nomi di punta un condannato per mafia. Chi è che allora fa demagogia?

L’uomo delle riforme

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L’uomo delle riforme, l’uomo con cui Renzi continua a parlare e su cui si regge il Patto del Nazareno, è stato nuovamente rinviato a giudizio per corruzione. Ecco a voi Denis Verdini! Dopo lo scandalo della P3, e la storia della plusvalenza per la vendita di un appartamento, dovrà rispondere dell’accusa di concorso in corruzione con riferimento all’appalto per la costruzione della scuola dei marescialli dei carabinieri a Firenze. Possibile che si debba parlare a largo del Nazareno con questa gente? Possibile riscrivere l’architettura costituzionale con Berlusconi, Verdini e Letta? Se pensi di costruire qualcosa di buono con queste persone o sei un illuso o sei come loro. E Renzi non mi sembra un illuso.

Se questa è democrazia

Si chiudono in una stanza. Parlano, discutono, si accordano, programmano, decidono. A nessuno è dato sapere. Diramano note congiunte sulla tenuta del patto e su soglie di sbarramento, premio di maggioranza, liste bloccate, preferenze, numero di collegi e altro. Il piccolo clan Renzi (condannato in primo grado per danno erariale), Berlusconi (condannato in via definitiva per frode fiscale), Verdini (rinviato a giudizio nell’inchiesta P3, un’associazione segreta che puntava a condizionare alcuni organi dello Stato) e Gianni Letta decidono. Il parlamento ratifica. Se questa è democrazia allora io in tutta la mia vita non ho mai compreso il senso di questa parola. Posso urlare?? Voglio un Presidente della Repubblica!