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Il parere del Comitato per la legislazione sul ddl “buona scuola”

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Il ddl sulla “buona scuola” fa acqua da tutte le parti. Più volte abbiamo denunciato che questo Governo, oltre a usurpare le prerogative del Parlamento, partorisce testi sciatti, sempre per la smania di correre. E accade anche con la riforma scolastica. Non lo diciamo noi, ma il Comitato per la legislazione, l’organo della Camera dei deputati chiamato a esprimersi proprio sulla qualità dei decreti-legge e di alcuni disegni di legge. Nel parere del Comitato dello scorso 29 aprile, il testo di riforma è letteralmente distrutto. Solo per citare alcune problematiche:

1) si riscontrano difetti di coordinamento con altre leggi e all’interno del testo;
2) le deleghe al Governo si basano su principi e criteri direttivi “vaghi e non dettagliati”, o addirittura “assenti”, in contrasto con la Costituzione;
3) alcune disposizioni non hanno “alcuna portata normativa”, cioè sono semplici dichiarazioni. Un esempio su tutti: “è rafforzata la funzione del dirigente scolastico”;
4) il testo è pieno di “espressioni imprecise”, che però rischiano di produrre disastri. Ancora un esempio: il dirigente scolastico ha “la responsabilità delle scelte didattiche”, una disposizione che sembra attribuire al dirigente una posizione gerarchica, tale da comprimere il principio della libertà di insegnamento sancito dall’art. 33 della Costituzione;
5) diverse disposizioni necessitano di essere riscritte perché non sono chiare, come quella sugli insegnanti non abilitati oppure sui limiti del dirigente scolastico nel conferimento degli incarichi ai docenti;
6) il disegno di legge rinvia ad altri provvedimenti “senza prevedere alcun termine per la loro adozione”:
7) sono impiegati espressioni e termini stranieri impropri, come ad esempio “School bonus”;
8) il disegno di legge non è accompagnato dall’analisi di impatto della regolamentazione, senza alcuna giustificazione al riguardo e in contrasto con la normativa vigente.

Altro che l’”arte di correre”: è faciloneria e superficialità allo stato puro. Questo governo, come i testi che propone, fa acqua da tutte le parti. A casa!