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Vogliamo un’Europa che sia una comunità, non un’unione di banche e lobby

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“La Gran Bretagna è fuori dall’Unione Europea e Cameron si è dimesso. Lo hanno deciso i cittadini britannici con il referendum. E’ la strada più cara al Movimento 5 Stelle, quella di chiedere ai cittadini un parere sugli argomenti decisivi per i popoli. Nessun governo deve aver paura delle espressioni democratiche del proprio popolo, anzi deve considerare il suo volere come il più autorevole dei mandati.

L’Unione Europea deve cambiare, altrimenti muore. Le istituzioni comunitarie, e in particolare la Troika (FMI, BCE e Commissione Europea) devono iniziare a domandarsi dove hanno sbagliato e come possono risolvere l’enorme problema che hanno generato. Ci sono milioni e milioni di cittadini europei sempre più critici, che non si riconoscono in questa Unione fatta di banche e ricatti economici. Pensiamo al caso greco, un Paese ormai al collasso.

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre creduto che a dover decidere sulle questioni decisive debba essere il popolo, infatti abbiamo raccolto le firme per il referendum sull’euro per far decidere gli italiani sulla sovranità monetaria.

Il LEAVE del Regno Unito sancisce il fallimento delle politiche comunitarie volte all’austerità e all’egoismo degli Stati membri, incapaci di essere una comunità. Il Governo di Cameron, nei mesi scorsi, aveva già negoziato alcune condizioni che garantivano una sorta di “Statuto Speciale” agli inglesi, a rafforzare la loro particolare condizione all’interno della Comunità Europea. Non è bastato, perché le deroghe e concessioni su politiche legate a immigrazione, finanza e governance economica in generale non hanno convinto la maggioranza della popolazione. Per gli inglesi, qualsiasi altro step verso un’UE più stringente (dal punto di vista bancario ad esempio, la cosiddetta “Ever Closer Union”) doveva in ogni caso passare per un cambiamento dei Trattati, a cui qualunque Governo britannico si sarebbe opposto.

L’Unione Europea ha sbagliato nel mettere l’austerità al centro della politica, le banche e la finanza davanti ai cittadini; non ha risolto il problema dell’immigrazione, perché dominata dell’egoismo degli Stati membri; ha creato povertà e disoccupazione dilagante; si è dimostrata a trazione tedesca, Angela Merkel e Martin Shultz si sono comportati come i padroni assoluti e incontrastati; il suo esecutivo è guidato da Jean-Claude Juncker, per anni primo ministro di quel Lussemburgo campione d’elusione fiscale; vuole imporre il TTIP e altri grandi Trattati internazionali, discutendoli a porte chiuse. Basta.

C’è un’altra Europa, quella fatta dai cittadini che credono nella democrazia diretta. In questa il Movimento 5 Stelle ha ottenuto risultati straordinari. Quest’altra Europa ci ha dato ragione sul Reddito di Cittadinanza, sulla promozione delle energie rinnovabili, sul bandire dal dizionario comunitario parole come combustibili fossili e rigassificatori, sul trasporto pubblico gratuito, sull’economia circolare e molto altro ancora.

L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’UE, ma ha un Governo troppo debole per poter negoziare uno “Statuto Speciale” a tutela delle sue eccellenze. Renzi continua a propagandare sui media le necessità del Paese e poi, a Bruxelles dimentica tutto. Fa orecchie da mercante rimbalzando tra una lobby e l’altra, incapace di prese di posizione reali. Anche qui, è inutile citare gli esempi dell’olio tunisino, delle arance marocchine e del TTIP, solo per fare qualche esempio.

L’Italia non ha bisogno di un Governo amico dei lobbisti, ma di onestà, determinazione e competenza politica. Dobbiamo tutelare il nostro made-In, garantire la flessibilità sugli investimenti pubblici, cambiare la politica sull’immigrazione, proteggere le eccellenze agroalimentari e valorizzare le nostre PMI. Vogliamo un’Europa che sia una “comunità” e non un’unione di banche e lobby. Ora la parola ai cittadini”.

MoVimento 5 Stelle

Un altro lunedì

prefetto mafia capitale

Ed ecco un altro lunedì in Parlamento a discutere di riforme costituzionali. Con tutte le emergenze che abbiamo, con tutto quello che potremmo fare, progettare, organizzare siamo chiusi qui dentro a discutere e votare queste riforme oltretutto vergognose. Il punto non è l’architettura costituzionale, il punto sono tutti i problemi che non si vogliono affrontare, tutte le leggi che non si vogliono fare e, purtroppo, tutte le leggi scellerate che approvano. Questo governo e questa maggioranza non lavorano per migliorare realmente le condizioni del nostro Paese. Ed ecco un altro lunedì ad ascoltare interventi di routine, freddi e vuoti in un’aula distratta, noiosa e autoreferenziale. Un’ aula che dovrebbe invece essere il motore di questo Paese, la sua forza e il suo primo esempio. Un’ aula che da poco ha un nuovo segretario generale, la Pagano, votata da chi non vuole cambiare e intende rimanere chiuso negli apparati del sistema. Non si fa nulla per volare alto, anzi, esattamente il contrario. Noi italiani siamo anche questo sistema, altrimenti tutto ciò non sarebbe possibile, ma siamo anche altro, molto altro, e siamo pieni di sogni e di bellezza, sostenitori consapevoli di un forte senso di comunità. A noi, dunque, la scelta, ogni giorno, di non scivolare verso il basso. A noi decidere la nostra parte da coltivare. Questo movimento ci sta provando in tutti i modi a nutrire la parte buona di noi stessi, la parte buona di questa Italia per farla diventare maggioranza. Ed ecco un altro lunedì in cui preferirei confrontarmi con le persone,ragionare insieme per trovare le soluzioni. Perché solo insieme riusciremo ad uscire da una situazione che ci opprime. Nessun altro lo potrà fare per noi. Un altro lunedì in cui però non molleremo un solo attimo. Come per Mafia Capitale. Abbiamo appena consegnato al prefetto tutti i documenti raccolti in un anno e mezzo dai nostri consiglieri comunali e municipali, nonché gli atti di sindacato ispettivo presentati in Parlamento e le prime segnalazioni che ci hanno invitato alcuni cittadini. Un altro lunedì in cui si organizza la Notte dell’onestà del 24 gennaio ed è un bel pensiero essere per l’ennesima volta tutti vicini.

È vero, solo insieme si cambia. Coraggio!