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Italicum, Napolitano e i timori dei partiti

“L’Italicum va bene così”: lo dichiarava Giorgio Napolitano circa un anno fa, il 14 aprile 2015. Ieri invece l’ex presidente della Repubblica affermava in un’intervista che la legge elettorale voluta da Renzi può essere cambiata. Cos’è che spinge tutti a continuare a parlare di legge elettorale e a chiedere la modifica dell’Italicum, un provvedimento approvato poco più di un anno fa e mai utilizzato? Gli esponenti del Pd non fanno altro. Sappiamo bene quali sono i loro timori. Faranno di tutto per impedire la vittoria del M5S alle prossime elezioni, anche andando a modificare di corsa le regole che loro stessi si sono dati.


Ovviamente noi siamo pronti ad abolire subito l’Italicum e a sostenere una legge che rispetti integralmente tutti i principi costituzionali – così come espressi anche dalla sentenza della Consulta – e che dia pieno potere di scelta e rappresentanza a tutti i cittadini.

Perché le leggi non si scrivono per convenienza di parte, ma per realizzare la democrazia e tutelare i cittadini. Questo è quello che farebbe una forza politica seria, questo è quello farebbe il Movimento 5 Stelle.

I giudici della Consulta rinuncino ai propri privilegi. Esempio importante per il Paese

Sarebbe un gesto straordinario se i giudici della corte costituzionale rinunciassero al loro stipendio, all’auto blu e a tutti i privilegi che derivano dall’incarico. Sarebbe bello se la saggezza che deriva sia dall’anzianità e sia dal grande percorso di studi potesse essere considerata patrimonio di una comunità e in questo senso messa a disposizione di tutti come un dono. Un gesto importante e grande esempio per tutto il nostro Paese.

Consulta, impasse sbloccata grazie al M5S

Solo grazie al Movimento 5 Stelle è stato possibile sbloccare l’impasse per la Corte Costituzionale. Abbiamo scongiurato la nomina di politici di professione come il deputato di Forza Italia, e avvocato di Berlusconi, Francesco Paolo Sisto o di indagati come Giovanni Pitruzzella. Ancora una volta, vince il metodo M5S che ha portato a termine la missione di eleggere alla Consulta personaggi di alto profilo giuridico nell’interesse dei cittadini.

Il nome del Movimento 5 Stelle per la Consulta

Abbiamo il dovere di scegliere i nomi migliori per il buon funzionamento delle Istituzioni e per il bene dei cittadini. Per questo oggi voteremo Franco Modugno come giudice della Corte Costituzionale. Non una personalità vicina ai partiti, ma un profilo alto per competenza e per indipendenza personale. Al metodo M5S basato sulla trasparenza, il Pd preferisce la logica di spartizione delle poltrone strizzando l’occhio a Forza Italia e puntando su uomini di partito o sui legali di Berlusconi. Lo ribadiamo: siamo pronti a un accordo purché venga proposta con chiarezza una personalità che oltre all’alto profilo scientifico risponda ai requisiti minimi di terzietà e indipendenza. La Consulta è da troppo tempo mutilata nel suo organico. Non si può più aspettare.

Consulta, i candidati del Movimento 5 Stelle

consul

Abbiamo scritto una lettera a Renzi per votare già oggi i due giudici della Corte Costituzionale. Il M5S è l’unica forza politica ad avere reso noti i nomi dei propri candidati chiedendo ai partiti di fare altrettanto. In occasione delle precedenti votazioni la nostra azione ha portato all’elezione della professoressa Silvana Sciarra e a sbloccare i lavori del Parlamento, confermando ancora una volta l’efficacia del metodo della trasparenza e della condivisione.
Rendere pubblico un nome o una rosa di nomi con anticipo rispetto alla votazione è stato un successo per la democrazia e per la trasparenza in questo Paese che risulta al primo posto in Europa per corruzione. Riteniamo che farlo anche oggi porterebbe le forze parlamentari ad un’ampia condivisione. In questo modo si arriverebbe all’elezione dei giudici con la più ampia maggioranza fin dalla prima votazione, nel rispetto dello spirito della Costituzione ed evitando la paralisi dei lavori di entrambe le Camere. È con lo stesso spirito di condivisione e trasparenza che sottoponiamo oggi la nostra rosa di candidati e siamo pronti al confronto:
Franco Modugno (professore emerito di diritto costituzionale, Università “La Sapienza” di Roma);
Silvia Niccolai (docente ordinario di diritto costituzionale, Università di Cagliari);
Felice Besostri (avvocato cassazionista, Foro di Milano).