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I cittadini non pagheranno più l’assicurazione dei deputati. Un vittoria M5S

Una buona notizia dalla Camera: ascoltate il nostro Riccardo Fraccaro!
Grazie alle denunce e alla battaglia del MoVimento 5 Stelle, i cittadini non pagheranno più l’assicurazione dei deputati. Più volte abbiamo proposto di eliminare questo ennesimo privilegio a spese della collettività, trovando sempre la strenua opposizione dei partiti. Facendo rete con i cittadini abbiamo raggiunto questo importante risultato: l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha deliberato la cancellazione di questa voce a carico dei cittadini per un risparmio di 350 mila euro l’anno. Questa vittoria, come tutte quelle citate da Riccardo nel video, l’abbiamo raggiunta dall’opposizione. Immaginate quando saremo al governo. Avanti così!

Non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Li cancelleremo noi non appena al governo

Roberto Fico - piazza Montecitorio - 30 marzo 2017

La verità è che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Quando il MoVimento 5 Stelle ha proposto di tagliare gli stipendi dei parlamentari o, come nei giorni scorsi, di equipararne il trattamento pensionistico a quello dei cittadini, come è giusto che sia, hanno di fatto detto di no. Per cercare di salvare la faccia, non riuscendoci tra l’altro, si sono approvati una delibera, proposta dal Pd, che prevede di prelevare 100 euro l’anno a chi prende 71 mila euro di pensione (i tagli sono sulle eccedenze e non sulle cifre totali!). Questo per tre anni, e poi basta. Ipocrisia allo stato puro. Ecco cosa fa una politica sempre pronta a tutelare i propri interessi e mai quelli dei cittadini, una politica che salva i condannati in via definitiva per peculato e non si preoccupa di tutelare i più deboli con misure come quella del reddito di cittadinanza. I deputati del MoVimento 5 Stelle sono stati sospesi per aver protestato contro il bluff del Pd. Andremo avanti con la nostra battaglia contro i privilegi. Il M5S vuole abolire i vitalizi e applicare la legge Fornero ai parlamentari perché non è pensabile che mentre i cittadini impiegano una vita di lavoro per maturare la pensione, a deputati e senatori bastano 4 anni, 6 mesi e 1 giorno. Lo faremo non appena al governo.

#Pensionecometutti, primo obiettivo raggiunto: proposta M5S calendarizzata in Ufficio di presidenza alla Camera

consegna delibera m5s su vitalizi a boldrini

Abbiamo consegnato questa mattina alla Presidente della Camera Laura Boldrini la proposta di delibera del MoVimento 5 Stelle per equiparare le pensioni dei parlamentari a quelle dei cittadini. I nostri colleghi al Senato hanno ugualmente sottoposto la questione al Presidente Pietro Grasso. Abbiamo chiesto di calendarizzare il prima possibile la discussione della delibera in modo da farla votare. A quel punto vedremo se i partiti la appoggeranno o no. La Presidente della Camera ha garantito che la proposta sarà calanderizzata la prossima settimana in Ufficio di Presidenza della Camera. Ci auguriamo che Grasso faccia altrettanto. Intanto primo obiettivo raggiunto.

Microcredito 5 stelle, i dati sulle imprese aggiornati al 20 febbraio

microcredito 20 febbraio 2017

Ogni mese, da quando siamo entrati in Parlamento, ci dimezziamo lo stipendio e rendicontiamo le nostre spese. Versiamo poi metà della nostra retribuzione e quanto non utilizzato per l’esercizio del mandato nel Fondo per il Microcredito per sostenere le piccole e medie imprese italiane.
Ecco i dati aggiornati a oggi, 20 febbraio: oltre 4 mila, e più precisamente 4327, le domande accolte per un finanziamento medio erogato di 21 970 euro, risorse che vengono usate per avviare in diversi settori nuove attività o rimodernare e innovare quelle già esistenti; più di 10 mila i posti di lavoro stimati grazie a questa iniziativa. Non c’è altra forza politica che faccia qualcosa di simile. Lo diciamo spesso: pensate cosa si potrebbe fare, quante aziende e quanti giovani potrebbero essere supportati, se anche altri parlamentari prendessero questa decisione. Alla riduzione dei costi della politica corrisponderebbe nuovo ossigeno, nuove opportunità, per il tessuto produttivo italiano, per tutte quelle realtà imprenditoriali che portano avanti il Paese.
I partiti, oltre alle scissioni, alle correnti, alle poltrone e ai posti in lista, pensino anche a questo.

Tagliare i costi della politica? Facilissimo.

restituzioni_11-2016

Tagliare i costi della politica è facilissimo. Basta fare come fa il M5S da quando è entrato nelle Istituzioni.
Rinunciare ai rimborsi elettorali, e quindi, nel caso del Movimento, a oltre 42 milioni di euro (anche nel rispetto di quanto gli italiani hanno deciso con il referendum del 1993)? Fatto. Dimezzarsi lo stipendio spontaneamente senza aspettare una legge ad hoc? Fatto. Rendicontare ogni spesa sostenuta per l’esercizio del mandato e restituire quanto non utilizzato anche se la legge non lo richiede? Fatto. Rinunciare alle indennità di funzione riconosciute a chi, come me, ha una carica istituzionale? Fatto. E ancora no alle auto blu, no alle spese di rappresentanza.
In più di tre anni ho restituito quasi 140 mila euro e totalmente rinunciato a 86.600 euro di indennità aggiuntiva come Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Tutti noi parlamentari del MoVimento abbiamo restituito, tra tagli agli stipendi e rendicontazione delle diarie, 19.493.075 euro. In questo modo è stato possibile sostenere, grazie al fondo per il microcredito, 3235 piccole e medie imprese (7860 i posti di lavoro stimati).
Da un lato riduciamo i costi della politica, dall’altro sosteniamo il tessuto produttivo del Paese. E tutto questo senza stravolgere 47 articoli della Costituzione e senza aspettare provvedimenti ad hoc. Caro Pd, fai come noi!

A settembre in Aula la proposta di legge M5S sul taglio delle indennità dei parlamentari

A settembre arriverà in Aula la nostra proposta di legge per tagliare le indennità dei parlamentari. Una data storica. Potremmo finalmente ridurre drasticamente i costi della politica e risparmiare soldi pubblici. Serve solo la volontà politica di farlo. I portavoce del M5S lo fanno già. Siamo gli unici ad aver dimezzato gli stipendi e aver permesso la nascita di più di 2000 imprese grazie al sostegno al fondo per il microcredito. A settembre il taglio delle indennità può diventare una realtà anche per i parlamentari di altre forze politiche. Nel 2013 Renzi dichiarava: “i primi che devono togliersi i privilegi sono i parlamentari stessi e vale anche per i consiglieri regionali. Non puoi cavartela dicendo siamo mille, evitiamo di costare di più. No, iniziate a dimezzare il costo dei vostri stipendi, e vale anche per i consiglieri regionali”. E’ ora che Renzi e il Pd passino dalle parole ai fatti. Ne saranno capaci almeno una volta?
Noi li invitiamo sin da adesso a dimezzare gli stipendi ai loro parlamentari e consiglieri. Avete idea di quanti soldi si potrebbero risparmiare? Milioni e milioni di euro che ogni anno potrebbero essere investiti per i giovani e le pmi. E, vi assicuro, non è un sacrificio, ma motivo di felicità e orgoglio.

5 proposte 5 stelle per cambiare l’Italia

5 proposte 5 stelole

A queste elezioni hanno vinto in maniera netta e inequivocabile le proposte e le idee del MoVimento 5 Stelle. Da nord a sud, nelle città piccole e nelle città grandi. Perfino Renzi ha dovuto ammettere la sconfitta del Pd e il fatto che il voto è stato di cambiamento e non di protesta. Il MoVimento 5 Stelle ha riempito il Parlamento di proposte che sono diventate realtà nei comuni dove il M5S è al governo. Perchè il Pd non le approva? E’ tempo di fare gli interessi dei cittadini, non dei banchieri e delle lobby. Con 5 proposte 5 stelle cambiamo tutto!
1) Reddito di Cittadinanza
2) Abolizione di Equitalia
3) Abolizione dell’IRAP per le PMI
4) Taglio degli stipendi dei parlamentari
5) DASPO ai corrotti

Ps: Le 5 proposte saranno presentate oggi in una conferenza stampa sull’analisi del voto delle amministrative alle 16. La diretta sarà trasmessa in streaming sul Blog delle Stelle.

I partiti intascano 45 milioni di rimborsi elettorali. Noi continuiamo a dimezzarci lo stipendio. Trova le differenze

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La Camera ha sbloccato altri 45 milioni di euro di rimborsi elettorali. Sono soldi pubblici che i partiti continuano a intascare senza rendicontazione e trasparenza (grazie alla sanatoria della legge Boccadutri) e facendosi beffe del referendum del 1993 con cui i cittadini hanno detto no al finanziamento pubblico. 45 milioni di euro che percepiranno in meno di 48 ore, mentre le imprese italiane aspettano anni per riscuotere i debiti della Pa.

Il Movimento 5 stelle rinuncia al finanziamento pubblico, lo fa dal primo istante, e noi parlamentari continuiamo a dimezzarci gli stipendi, a restituire i rimborsi non utilizzati, a sostenere le piccole e medie imprese.

In due anni e mezzo di legislatura ho contribuito al fondo per il microcredito con quasi 109 mila euro. E da quando sono presidente della Vigilanza Rai ho spontaneamente rinunciato a circa 63 mila euro di doppia indennità.

A diversi livelli i portavoce del Movimento hanno sostenuto tanti altri progetti: i consiglieri siciliani hanno reso possibile la realizzazione di una strada, quelli campani la ricostruzione dei laboratori di una scuola colpita dall’alluvione a Benevento. Con parte dei fondi raccolti per la campagna elettorale del 2013, stiamo ricostruendo la palestra di una scuola in un comune terremotato in Emilia Romagna.

Non ci è servita una legge. Lo abbiamo semplicemente fatto perché crediamo in una politica diversa, in un’idea di Paese e di futuro diversa, fatta di coerenza, senso di responsabilità, onestà, trasparenza, partecipazione.
Chi non riconosce tutto questo, può solo essere intellettualmente disonesto.

Microcredito M5S in azione!

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Ogni giorno in Italia nascono in media circa 5 nuove aziende grazie ai soldi degli stipendi di noi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Finora sono 662 le domande pervenute per accedere al Microcredito, per una media di 21 mila euro a finanziamento. Stiamo sostenendo attività nei settori del commercio, dell’industria, dei servizi. È semplicemente meraviglioso. Pensate che con il taglio dei costi della politica riusciamo a indirizzare risorse verso il tessuto produttivo del nostro Paese: non è un’utopia, è quanto stiamo facendo quotidianamente dimezzandoci lo stipendio e restituendo i rimborsi non utilizzati. Chi prima aveva un’idea imprenditoriale e non aveva i mezzi per realizzarla, adesso ha un’opportunità in più e può creare un’impresa o rivitalizzarla e, così, dare lavoro ad altre persone. Avanti così!

Da inizio legislatura restituiti 101.976,09 euro

Contributo al fondo per il  microcredito

Ogni mese sosteniamo le piccole e medie imprese italiane tagliandoci lo stipendio. Dall’inizio della legislatura fino a maggio 2015 ho contribuito al fondo con 101.976,09 euro. A questo si aggiunge l’indennità come Presidente della Commissione di vigilanza Rai a cui ho totalmente rinunciato dal primo giorno. E’ davvero il minimo che un parlamentare possa fare in questo momento nel nostro Paese, ma a ben vedere noi del M5S siamo ancora i soli a farlo. Invito i parlamentari, i consiglieri regionali e gli eletti degli altri partiti a fare lo stesso: un piccolo gesto che vi farà sentire meglio!