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La seconda marcia per il Reddito di Cittadinanza

marcia perugia assisi 2015 reddito di cittadinanzaIl 20 maggio appuntamento importante con la seconda Marcia per il reddito di cittadinanza! Cammineremo insieme per circa 19 chilometri partendo alle 11.30 dalla Basilica di San Pietro di Perugia per raggiungere la Basilica Santa Maria degli Angeli di Assisi.

Nel nostro Paese milioni di pensionati sopravvivono con pensioni inferiori a 500 euro (26% di quelle erogate dall’Inps); migliaia di persone, soprattutto giovani, sono costrette a emigrare alla ricerca di un futuro (115.000 nel solo 2016). Il 28,9% dei residenti in Italia sono a rischio povertà: un cittadino su due se parliamo del Sud. Di fronte a questo disastro sociale, occorre porre rimedio. Il reddito di cittadinanza è la priorità in Italia e vogliamo ricordarlo ancora una volta con una grande manifestazione pacifica a cui invitiamo tutti a partecipare. La dignità delle persone viene prima di tutto. Il reddito di cittadinanza è una battaglia che sta portando avanti il MoVimento 5 Stelle, ma è prima di tutto una battaglia di civiltà perché nessuno deve rimanere indietro: in Europa le uniche due nazioni a non averlo sono l’Italia e la Grecia.

Ci vediamo a Perugia. Coraggio!

Microcredito 5 stelle, i dati sulle imprese aggiornati al 20 febbraio

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Ogni mese, da quando siamo entrati in Parlamento, ci dimezziamo lo stipendio e rendicontiamo le nostre spese. Versiamo poi metà della nostra retribuzione e quanto non utilizzato per l’esercizio del mandato nel Fondo per il Microcredito per sostenere le piccole e medie imprese italiane.
Ecco i dati aggiornati a oggi, 20 febbraio: oltre 4 mila, e più precisamente 4327, le domande accolte per un finanziamento medio erogato di 21 970 euro, risorse che vengono usate per avviare in diversi settori nuove attività o rimodernare e innovare quelle già esistenti; più di 10 mila i posti di lavoro stimati grazie a questa iniziativa. Non c’è altra forza politica che faccia qualcosa di simile. Lo diciamo spesso: pensate cosa si potrebbe fare, quante aziende e quanti giovani potrebbero essere supportati, se anche altri parlamentari prendessero questa decisione. Alla riduzione dei costi della politica corrisponderebbe nuovo ossigeno, nuove opportunità, per il tessuto produttivo italiano, per tutte quelle realtà imprenditoriali che portano avanti il Paese.
I partiti, oltre alle scissioni, alle correnti, alle poltrone e ai posti in lista, pensino anche a questo.

Microcredito M5S in azione!

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Ogni giorno in Italia nascono in media circa 5 nuove aziende grazie ai soldi degli stipendi di noi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Finora sono 662 le domande pervenute per accedere al Microcredito, per una media di 21 mila euro a finanziamento. Stiamo sostenendo attività nei settori del commercio, dell’industria, dei servizi. È semplicemente meraviglioso. Pensate che con il taglio dei costi della politica riusciamo a indirizzare risorse verso il tessuto produttivo del nostro Paese: non è un’utopia, è quanto stiamo facendo quotidianamente dimezzandoci lo stipendio e restituendo i rimborsi non utilizzati. Chi prima aveva un’idea imprenditoriale e non aveva i mezzi per realizzarla, adesso ha un’opportunità in più e può creare un’impresa o rivitalizzarla e, così, dare lavoro ad altre persone. Avanti così!

Conoscete lo SCEC?

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Lo Scec è un’idea nata a Napoli nel 2007 e si è rapidamente diffusa in una rete estesa in tutta Italia. L’Arcipelago, questo il nome del network presente in molte regioni italiane con qualche sostenitore anche all’estero, riunisce cittadini, attività commerciali, piccoli artigiani, professionisti con l’intento di promuovere lo scambio di merci e servizi a livello locale.

SCEC sta per “solidarietà che cammina” e si fonda sull’idea di un’economia basata sulla circolazione di valori come la solidarietà e la fiducia. ArcipelagoSCEC fa la sua parte nel cambiamento della società a cui tutti insieme possiamo contribuire.

Venerdì se ne parlerà a Montecitorio in occasione del convegno “Lo SCEC, Arcipelago e le realtà del cambiamento”, a cui invito tutti a partecipare.

L’evento sarà trasmesso anche in diretta streaming. Sarà un interessante momento di confronto e informazione per conoscere da vicino questo progetto nato dal basso e cresciuto grazie all’impegno e alla passione di tanti cittadini.

Parteciperanno: Italia che Cambia, Sardex, Comuni Virtuosi, Movimento Transition.

Tutte le info sull’incontro qui.
Un evento da non perdere!

In Abruzzo nasce la banca della terra grazie al M5S

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È stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale d’Abruzzo l’istituzione della Banca della Terra, una proposta di legge del M5S. Con questo strumento sarà possibile creare nuove opportunità di lavoro, incentivare la nascita di nuove imprese agricole rilanciando in questo modo ‘intero settore. Come? Con la banca della terra si recuperano terreni incolti o abbandonati di proprietà pubblica o privata, per assegnarli prioritariamente ai giovani agricoltori. 

La ripresa della coltivazione su terreni abbandonati comporta diversi vantaggi: so permette di migliorare l’assetto idrogeologico della regione, altrimenti influenzato negativamente dall’abbandono delle terre agricole e dalla dismissione delle normali pratiche agronome. Così facendo è possibile prevenire anche il fenomeno degli incendi boschivi e dei danni portati da calamità naturali, incentivare le produzioni autoctone e tutelare un patrimonio forestale unico e prezioso, con conseguente risparmio di risorse pubbliche. Non è inoltre prevista l’istituzione di alcun ente per la gestione, evitando ulteriori spese che graverebbero sui cittadini.
Così il M5S contribuisce a sviluppare l’economia tutelando il territorio e sostenendo la giovane imprenditoria. Complimenti ai consiglieri regionali M5S! 

354.000 euro per il Microcredito dai consiglieri M5S in Piemonte

M5S Piemonte - microcredito

Leggete cosa hanno fatto i nostri consiglieri regionali in Piemonte: restituiti 354.000 euro per sostenere le piccole e medie imprese!

“I Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno restituito alla Regione Piemonte 354.811,27 euro delle quote di stipendio rifiutate nel corso del primo anno di legislatura. La somma è stata devoluta interamente al Fondo regionale di garanzia per il microcredito. Come già avvenuto nella scorsa legislatura, i Consiglieri regionali a 5 stelle trattengono solo 2.500 euro netti al mese. Tutte le buste paga e i rendiconti sono consultabili sul blog M5S Piemonte. Analogamente a quanto fatto dai parlamentari nazionali, abbiamo scelto di sostenere le Pmi dando una dimensione regionale alla nostra iniziativa. La quota infatti è stata versata in un capitolo di bilancio della Regione Piemonte da troppo tempo privo di risorse adeguate. Così nasceranno decine di piccole e medie aziende piemontesi. Questi sono fatti concreti. Le chiacchiere le lasciamo agli altri.”
Gruppo regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

Una marcia contro la povertà / Intervista Fatto Quotidiano 7/04/2015

reddito-piccolo-thumb-300x179-43054-thumb-300x179-43055 Il M5S vuole fare approvare al più presto il reddito di cittadinanza, una misura presente ovunque in Europa tranne che da noi (oltre che in Grecia e Ungheria). Ci permetterebbe di aiutare tutte quelle persone che attualmente nel nostro Paese vivono sotto la soglia di povertà. Per questo stiamo organizzando una manifestazione a livello nazionale, una marcia contro la povertà, per supportare questa iniziativa. Nei prossimi giorni vi daremo maggiori dettagli. Ne ho parlato oggi sul Fatto Quotidiano. QUI l’intervista.

Metà dei nostri stipendi per finanziare il fondo per le Pmi

In questi giorni molti giornali hanno scritto che guadagno, come parlamentare, 78.229 euro l’anno. Hanno, però, dimenticato di scrivere che io, come tutti i miei colleghi del Movimento 5 Stelle, restituisco esattamente la metà di quello che percepisco come indennità. Da marzo 2013 a novembre 2014, ho contribuito quindi al Fondo per le piccole e medie imprese con 78.282,34 euro (e, come sapete, ho rinunciato inoltre a 40.068 euro di indennita aggiuntiva a cui avrei diritto come presidente della Commissione di Vigilanza Rai). Sono felice che questi soldi siano destinati al microcredito. I parlamentari del Pd finanziano il proprio partito con i loro stipendi, noi le persone in difficoltà. La differenza sta tutta qui: nello scegliere le priorità!

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Cambio di paradigma

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Marco mi ha inviato questo messaggio. Lo condivido volentieri con voi. Buona domenica!

Il dovere per la classe politica di un paese

“Non è solo una crisi economica e sociale (e, aggiungo, in Italia anche morale) quella vissuta in questi anni dalla nostra società e dal nostro Paese. È in atto anche un cambiamento di paradigma rilevante, come ne avvengono pochi nel corso dei secoli.
Cambio di paradigma significa una variazione di “assunti e credenze che concorrono a creare una visione del mondo integrata ed unificata che risulti così convincente e coinvolgente da essere considerata senz’altro la realtà” (cit. Thomas Khun). In questo momento assistiamo al graduale passaggio dal sistema capitalistico e da una posizione di preminenza del mercato, ad un sistema economico “commons collaborativo“, nel quale scompare la figura del mero consumatore e si fa strada quella del “prosumers“, ovvero di chi è produttore e consumatore allo stesso tempo.
Si tratta di evoluzioni e mutamenti che per ovvie ragioni non sono percepibili nell’immediato e in modo complessivo da chi li vive quotidianamente. Tuttavia avvengono in modo inevitabile come è successo per tutti i grandi cambiamenti del passato (per esempio, il passaggio dal sistema basato sulla schiavitù alla sua abolizione oppure le rivoluzioni industriali).
Oggi ciò che sta trasformando il mondo è una combinazione tra tecnologie informatiche, servizi energetici e logistica. Elemento altrettanto importante e imprescindibile è un evidente sviluppo tecnologico che sta avendo tra le sue conseguenze quella di escludere progressivamente i lavoratori dal sistema manifatturiero. L’aumento di produttività ottenuto grazie all’utilizzo di robot sempre più sofisticati anche in settori in un primo momento considerati esclusi da questo processo rende l’elemento umano sempre meno indispensabile. E così eventuali innalzamenti dei tassi di disoccupazione non possono più essere giustificati dal ricorso di industrie e imprenditori alla manodopera a basso costo assicurata in alcuni Paesi. Un esempio su tutti: la Philips, nei nuovi stabilimenti robotizzati nei Paesi Bassi, produce lo stesso numero di oggetti che il suo stabilimento in Cina realizza con un numero di addetti dieci volte superiore.

In un quadro generale in costante e inevitabile rivoluzione, diventa allora ancora più determinante il ruolo della Politica intesa nel senso più alto del termine.
È qui che entra in gioco la capacità degli uomini di capire i cambiamenti epocali, anticiparli, e di progettare in modo lungimirante così da poter governare e gestire quei cambiamenti mettendoli al servizio della comunità e dei cittadini. È in momenti come questi che un paese necessita del massimo impegno e collaborazione tra tutte le forze sociali per individuare insieme il cammino migliore per il Paese, l’iter necessario per attutire gli aspetti negativi ed esaltare quelli positivi del cambiamento. Sono queste le epoche nelle quali la politica deve saper guardare avanti di decenni e gestire al meglio la transizione, puntare al benessere collettivo, indirizzare le politiche economiche a favore della maggior parte della popolazione e non verso una minoranza. È in occasione di tali transizioni che un paese deve decidere cosa essere e può effettuare un balzo verso il futuro evitando di restare incatenato al passato.

Per chi volesse approfondire il tema consiglio la lettura del volume “La società a costo marginale Zero” di Jeremy Rifkin”.

Marco Savarese