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Riforma Rai al Senato: si cambi la legge o sarà battaglia in Aula

La prossima settimana la riforma della governance Rai approderà in Aula al Senato. Così com’è, la legge rende l’azienda schiava del governo. Se non verranno approvati i nostri emendamenti o non saranno accolte parti delle nostre proposte, sarà battaglia durissima in Aula. Il rischio, quasi una certezza in realtà, è che Renzi consegni al Paese una legge sulla governance Rai peggiore della precedente, una riforma che abbasserà l’Italia al livello dei Paesi europei con le normative peggiori in materia di media e servizio pubblico radiotelevisivo (Ungheria e Moldavia).
Il provvedimento va cambiato: il servizio pubblico è materia di competenza strettamente parlamentare ed è, dunque, indispensabile un dialogo serio e costruttivo. Il Pd, come al solito, ha preferito accordarsi con Forza Italia, e con Gasparri in particolare. Lo abbiamo visto con i lavori in commissione Trasporti che si sono appena conclusi. Noi abbiamo cercato un dialogo in tutti i modi e lo continueremo a cercare: abbiamo responsabilmente presentato 39 emendamenti, tutti di merito, che andavano a modificare una legge che da nessun punto di vista ci piace. E al sottosegretario Giacomelli abbiamo consegnato un memorandum con tutte le nostre proposte. Ora aspettiamo il governo al varco, alla prova dell’Aula. E vediamo se il Pd si dimostrerà ancora una volta come il partito del no.

Vigilanza Rai: al via l’indagine conoscitiva sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo

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Domani la Commissione di vigilanza Rai avvierà un’indagine conoscitiva sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo nel nostro Paese. Ogni settimana, ascolteremo i pareri e le relazioni di rappresentanti delle Istituzioni, addetti ai lavori, giornalisti ma anche registi di nuova generazione e autori di contenuti innovativi, per un confronto non più rinviabile sul tema. Un percorso necessario anche alla luce dell’esame della riforma della governance Rai attualmente in corso.

Credo infatti che sia compito del Parlamento non solo ridefinire il meccanismo di nomina dei vertici dell’azienda ma anche dare il proprio contributo per determinare, in questo momento storico, la funzione e la missione del servizio pubblico. Ci sono sfide importanti all’orizzonte per la Rai. Il settore dell’audiovisivo è al centro di un processo di profondo cambiamento. Nuovi soggetti sono in procinto di debuttare sul mercato italiano. Come affrontare queste sfide e rispondere alle esigenze dei cittadini?

Approfondiremo le diverse questioni anche in vista del rinnovo del Consiglio di amministrazione. La Rai dovrà essere capace di esplorare nuovi modi di raccontare il nostro Paese, intercettandone i cambiamenti e dando voce a chi non ne ha mai avuta, anticipando le innovazioni e non inseguendole. Deve svolgere un ruolo cruciale nel favorire il dibattito pubblico e l’accrescimento culturale, garantendo la più ampia espressione del pluralismo politico e sociale. Per questo motivo occorre una riflessione sul senso e gli obiettivi del servizio pubblico in un contesto, come quello attuale, in profondo mutamento.

Le audizioni della Commissione, come sempre, saranno trasmesse in streaming e potranno essere seguite in diretta da tutti i cittadini collegandosi alla web tv della Camera dei Deputati. Inizieremo con l’audizione del sottosegretario allo Sviluppo Economico, con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. Diretta dalle 13.45, a domani.

Inspiegabile l’immobilismo del governo sul nuovo contratto di servizio Rai

#firmerai

Molte cose potrebbero cambiare nella tv pubblica se finalmente venisse firmato il nuovo contratto di servizio. Eppure il sottosegretario Giacomelli sembra dimenticarlo come è accaduto oggi in commissione Trasporti. L’immobilismo del governo su questo fronte è inspiegabile. Senza aspettare la riforma, potremmo già da domani riavvicinare il servizio pubblico alle esigenze dei cittadini: stop agli spot del gioco d’azzardo, stop alla pubblicità nei canali dedicati ai bambini in età prescolare, 80% della programmazione sottotitolata, film in seconda serata trasmessi in lingua originale. E, ancora, l’obbligo per il presidente della Rai di riferire ogni tre mesi in Commissione di Vigilanza sullo stato del pluralismo dell’informazione. Il contratto, approvato dalla Vigilanza il 7 maggio 2014, giace da quasi un anno nei cassetti del Ministero dello Sviluppo Economico. Per questo abbiamo lanciato la campagna ‪#‎firmeRAI‬. Chiediamo tutti al Mise e alla Rai di tener conto del parere della Vigilanza e di sottoscrivere il contratto il prima possibile. Come? Cliccate qui: http://firmerai.it/
E’ importante. Per cambiare la Ra, basta una firma.