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La risposta della Rai all’interrogazione sull’Arena

Questa è la risposta che la Rai ha fornito al mio quesito sulla puntata dell’Arena dedicata al dibattito sulla città di Napoli.
Una risposta intollerabile ed irricevibile per due ragioni essenziali.

Innanzitutto l’azienda non propone una sua posizione sulla vicenda ma si limita a incollare nel documento la trascrizione del monologo che lo stesso Giletti aveva pronunciato la domenica successiva per illustrare la sua autodifesa sulla vicenda. Una replica quindi inadeguata e un modo di operare quanto meno singolare visto che la Rai non si preoccupa nemmeno di spiegare perché la propria valutazione della vicenda coincide con quella del conduttore.

Inoltre la risposta non affronta in alcun modo la questione centrale sollevata dalla mia interrogazione, ovvero la modalità con cui si è svolto ed è stato (non) gestito il dibattito da parte del conduttore che, come già accaduto in passato, si è reso protagonista di un episodio incompatibile con i principi cardine del servizio pubblico (correttezza del linguaggio e dei comportamenti, qualità del dibattito, rispetto del contraddittorio, ecc). Da questo punto di vista si tratta di un riscontro non puntuale e assolutamente non esaustivo.

Come presidente della Commissione di vigilanza Rai pretendo che l’azienda risponda in modo conforme alle regole ai quesiti posti dai commissari rispettando il ruolo del Parlamento. Le interrogazioni rientrano infatti nell’ambito di una delle funzioni principali di questo organismo bicamerale, ovvero quella di verificare la qualità dell’informazione e l’aderenza dei contenuti ai principi del servizio pubblico. Risposte del genere, invece, sviliscono tale importante funzione.

Ho quindi deciso di inviare nuovamente il quesito nella sua versione originaria e di chiedere al presidente e al direttore generale della Rai di esprimere chiaramente la posizione dell’azienda in merito ai fatti accaduti.

La Rai deve sempre assicurare un servizio pubblico di alta qualità

Ieri ho sentito il direttore generale Rai Antonio Campo Dall’Orto come proposto nell’ufficio di presidenza della Commissione di vigilanza Rai.
Ci siamo confrontati sull’ultimo caso di disservizio pubblico, quello dell’Arena di Giletti, che ha animato l’opinione pubblica questa settimana.
La Commissione di vigilanza pretende che la Rai assicuri sempre un servizio pubblico di alta qualità e in particolare nei programmi di informazione e di infotainment, ugualmente significativi per il racconto della realtà.
La Rai deve offrire spazi di dibattito e approfondimento che siano da modello e da stimolo per i cittadini, spazi in cui l’espressione di posizioni differenti sia ricondotta sempre nell’ambito di un confronto corretto e costruttivo e non degeneri nella bagarre creata ad arte per dare spettacolo e non per informare.

Interrogazione alla Rai sul caso Arena/Giletti

Mi auguro che presto in Rai si registri un’inversione di tendenza. I principi che sono alla base del servizio pubblico devono ispirare tutti i programmi, da quelli informativi a quelli di intrattenimento o infotainment. Scatenare le bagarre solo per acquisire punti di audience non è la prospettiva che la Rai deve costruire.
Ecco l’Interrogazione che ho inviato ai vertici Rai sul caso Arena/Giletti

Sulla puntata dell’Arena di Giletti:

1. La trasmissione resta l’ennesima occasione mancata per fare servizio pubblico. La puntata era incentrata sulla vicenda dei biglietti omaggio per consiglieri e amministratori locali, salvo poi trasformarsi in altro: una indecorosa bagarre ai cui toni accesi ha contribuito lo stesso Giletti perdendo le staffe, togliendo la parola agli interlocutori e attaccando senza ragione la città.

2. Brutto l’episodio di cui è stato protagonista l’assessore Sandro Fucito che ha gettato i resti di un biglietto strappato sul volto e sui capelli della giornalista della Rai. Un comportamento indifendibile come assurdi e imbarazzanti sono stati gli interventi di alcuni dei consiglieri comunali che hanno fornito le più incredibili motivazioni per giustificare l’ingiustificabile: il mantenimento di un privilegio, ovvero la distribuzione di biglietti gratuiti per assistere alle partite di calcio. Hanno fatto fare una figura terribile alla città di Napoli. A questi biglietti omaggio si deve rinunciare senza se e senza ma, come io rinuncio all’uso dell’auto blu e al doppio stipendio. C’è poco da discutere.

3. Per affrontare una seria discussione sulle problematiche della città di Napoli, le modalità devono essere altre. Non si possono lasciare le argomentazioni nelle mani del Salvini di turno che dispensa slogan senza sapere nulla di Napoli e del sud. Si sarebbe dovuto strutturare il programma in modo diverso affinché alle sterili accuse del leghista si potesse controbattere con maggiore serenità e tranquillità. Ma la chiave che si è voluta seguire è stata quella del sensazionalismo a tutti i costi, del bagarre show in cui tutti urlano, nessuno ascolta e, soprattutto, non si fornisce ai cittadini uno spazio di confronto, approfondimento e informazione degno del servizio pubblico. Presenterò oggi un’interrogazione ai vertici Rai e al direttore di Rai Uno.