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L’appello dei sindaci M5S contro il gioco d’azzardo

sindaci5stelle L’azzardo di massa sta segnando sempre di più il volto delle nostre città: negozi e botteghe artigiane chiudono e al loro posto proliferano sale da azzardo. Nel 2016 in Italia, si sono “giocati” 95 miliardi: 7,9 miliardi al mese, 260 milioni al giorno, quasi 11 milioni l’ora. Una somma pari al 4,75% del PIL, al 12% della spesa delle famiglie, su cui ricadono i drammi umani, aggravati da indebitamento ed usura. Le comunità locali, insieme alle autorità di pubblica sicurezza e alle forze di polizia, sono i primi sensori in grado di percepire i rischi per la salute e il degrado urbano legati a questa grande piaga sociale.
Per questo i sindaci del MoVimento 5 Stelle lanciano un appello contro il gioco d’azzardo con questa lettera aperta. Leggetela e condividetela. È una battaglia importantissima per il benesse della comunità.

Più strumenti ai comuni per la lotta al gioco d’azzardo. La proposta di legge del M5S su Lex

Nel 2016 la raccolta da gioco d’azzardo in Italia è stata di 95 miliardi di euro, con una crescita di 6 miliardi rispetto all’anno precedente. Ciò significa aumento del volume di gioco e di persone che giocano, in particolare nella fascia dei giovani. Al gioco sono stati persi 18 miliardi. Ai danni economici si aggiungono quelli per la salute: in Italia circa un milione di persone è affetta da azzardopatia e sono due milioni i giocatori a rischio.
Il MoVimento 5 Stelle è in prima linea nella battaglia contro il gioco d’azzardo. Da qualche giorno sulla piattaforma Lex c’è la proposta di Legge M5S, a prima firma Matteo Mantero – M5S, che intende dare nuovi strumenti di contrasto all’azzardo ai comuni, le amministrazioni che rappresentano il primo argine sul territorio rispetto al dilagare di questa piaga. Gli iscritti al M5S, attraverso suggerimenti e proposte, possono contribuire tutti al miglioramento della legge. Il mio collega Matteo Mantero vi spiega nel dettaglio questa proposta di legge.

Gioco d’azzardo, la Rai ha il dovere di contrastarlo

Nel suo Codice Etico la Rai riconosce l’influenza, anche indiretta, che le proprie attività possono avere sullo sviluppo economico e sociale della collettività, nonché sul benessere generale. Per questo motivo l’intera programmazione della televisione pubblica, compresa quella riguardante le trasmissioni di intrattenimento, dovrebbe essere costantemente improntata al rispetto del principio di responsabilità sociale. Non è, però, sempre così. Da tempo molte associazioni di consumatori e utenti criticano il programma di Rai Uno “Affari tuoi” sia per le modalità di svolgimento, sia per il messaggio stesso della trasmissione. Le diverse fasi del gioco sono state oggetto di valutazione in sede processuale: da un lato è stata riconosciuta, tanto in primo quanto in secondo grado, la fondatezza di sospetti su presunte irregolarità nell’assegnazione dei premi, dall’altro è stata evidenziata una generale mancanza di trasparenza nelle tecniche di controllo. Ma è lo stesso format ad essere estraneo alla missione del servizio pubblico, considerato che si fonda esclusivamente sulla speranza di un facile guadagno e sull’azzardo. Ho per questo presentato un quesito alla Rai. La concessionaria ha l’obbligo di fare chiarezza e rendere conto pubblicamente sui sospetti di irregolarità, emersi in sede processuale, su un gioco a premi che si basa su consistenti vincite in denaro e che appare incompatibile con il principio di responsabilità sociale dell’azienda radiotelevisiva finanziata dai cittadini con il canone. La Rai deve essere fino in fondo consapevole dell’impatto che le sue scelte editoriali possono avere sulla società, e in particolar modo, sulle fasce più deboli della popolazione, che più di altre sono vittime della piaga del gioco d’azzardo. Il servizio pubblico ha il dovere di contrastare questo fenomeno, non alimentarlo.

Potete leggere QUI l’interrogazione.

Ps. Nel nuovo contratto di servizio, la Commissione di vigilanza ha inserito una norma precisa per contrastare la ludopatia: il divieto di diffondere sui canali della tv pubblica spot del gioco d’azzardo. Ci aspettiamo che Rai e Ministero dello Sviluppo Economico lo sottoscrivano.

Conferenza stampa presentazione campagna #firmeRAI

Oggi alle 10.00 presenterò alla stampa la campagna #firmeRAI. Ricordate il lavoro svolto dalla Vigilanza Rai sul contratto di servizio? La commissione ha espresso il proprio parere lo scorso 7 maggio ma da allora non ci sono stati passi in avanti e il contratto non è stato ancora firmato. Per questo occorre richiamare l’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico e della Rai. Come? Ne parliamo oggi in conferenza stampa. Seguite la diretta.

#piovonotasse

imagesLa legge di stabilità approvata ieri alla Camera ci costerà circa 25 miliardi di tasse in più. Renzi dice di averle ridotte, ma non è così. Inoltre il provvedimento contiene:

– un aiuto di Stato alle multinazionali del gioco come Sisal. Il ministero dell’Economia e delle Finanze potrà ridurre il prelievo, aumentare il payout (e quindi l’appetibilità), i premi, gli importi giocabili e la frequenza delle estrazioni per i concorsi che abbiano registrato un calo (di raccolta e gettito erariale) di almeno il 15% annuo nell’ultimo triennio.

– la stangata sul pellet. L’Iva applicata sul combustibile ricavato da segatura aumenta dal 10% al 22%. Una norma che colpisce pesantemente chi abitando in zone di montagna, per risparmiare sui consumi, ha investito in questa forma di riscaldamento alternativo. Favorisce prevalentemente invece i distributori di gas Eni, Iren o Hera.

– i favori a Expo Spa, con cui si permette ad Expo Spa di assegnare appalti di servizi intermedi senza passare da Consip, la centrale d’acquisto del ministero dell’Economia e delle Finanze.

– aiuto ai partiti. I parlamentari che versano una parte del loro stipendio al partito potranno detrarre il 26% della donazione. Se pensiamo che la retta per l’asilo è detraibile al 19% diventa evidente il privilegio.

– l’aumento di imposte sul regime forfettario per le partite IVA che vedono triplicare l’aliquota sostitutiva dal 5 al 15 per cento, ed un abbassamento del tetto di fatturato per essere considerati tali, che si abbassa dai 30.000 euro precedenti a 20.000 o 15.000 euro (in funzione della professione).

Questa è la politica di Renzi e di questa maggioranza: forti con i deboli, e deboli con i forti. Come ha dichiarato ieri Laura Castelli in Aula, se queste sono le loro priorità, noi siamo fieri di essere contro questo sistema.

Interrogazione su spot del gioco d’azzardo trasmessi durante i Mondiali di calcio

Ho presentato un quesito alla Rai sulla diffusione di alcuni spot relativi al gioco d’azzardo e alle scommesse avvenuta durante le partite dei Mondiali di calcio. Una scelta che ritengo inopportuna e contraria alla missione di servizio pubblico considerata anche la percentuale altissima di giovani e minori che seguono i mondiali. Il contrasto alla ludopatia è stato uno dei temi al centro dei lavori della Vigilanza negli ultimi mesi. Nel parere che la Commissione ha espresso il 7 maggio sul contratto di servizio Rai – Ministero dello Sviluppo Economico si prevede esplicitamente all’art. 11 comma 10 il divieto per tutte le emittenti Rai di pubblicizzare in modo diretto o indiretto il gioco d’azzardo. Se Viale Mazzini e il governo avessero dato seguito al parere e sottoscritto il contratto, questi spot non sarebbero mai andati in onda. La tv pubblica dovrebbe sentire l’obbligo di impedire la diffusione di questi messaggi pubblicitari in tutta la programmazione e in particolar modo in occasione di eventi sportivi di grande risonanza come i Mondiali.

Leggi l’interrogazione: Interrogazione spot gioco d’azzardo durante Mondiali