Archivi tag: interrogazione

Interrogazione su stipendi e assunzione nuovi dirigenti Rai #vigilanzaRAI

Negli ultimi mesi in Rai sono stati nominati più di una dozzina di nuovi dirigenti, per lo più esterni: dai direttori di rete al capo ufficio stampa. Al momento l’azienda non ha pubblicato sul proprio sito informazioni sulle loro retribuzioni. Secondo alcune indiscrezioni apparse sulla stampa, in molti casi i compensi sforerebbero i 240 mila euro annui, ovvero il tetto che la legge stabilisce per gli stipendi dei dipendenti pubblici. La Rai è un’azienda pubblica a tutti gli effetti ed è finanziata come ben sapete principalmente grazie al canone pagato dai cittadini. Per questo deve rispettare il tetto ai compensi nonostante non sia formalmente tenuta a farlo in seguito all’emissione di bond dello scorso anno. La commissione di Vigilanza Rai è stata netta su questo punto, come anche la commissione bilancio del Senato: la Rai deve attenersi al tetto, a maggior ragione in un momento in cui la pubblica amministrazione è chiamata a contenere la spesa e i cittadini sono costretti a enormi sacrifici.

Per questo ho inviato ai vertici di Viale Mazzini quesito per pretendere massima trasparenza sulla questione. E per sapere con quali tipologie di contratti sono stati assunti i dirigenti esterni e in quali casi si è deciso di procedere con il job posting per scegliere tra le risorse interne all’azienda e quando con la chiamata diretta.

Il M5S aveva proposto l’adozione da parte della Rai di un Piano per la trasparenza che è stato inserito nella riforma Rai e adesso è legge. In virtù di questo piano dovranno essere pubblicati sul sito internet i singoli compensi, i curricula dei dirigenti nonché i criteri di reclutamento del personale. Ci aspettiamo che Viale Mazzini vi dia seguito quanto prima anche anticipando il termine previsto dalla legge. Sarebbe un atto significativo per iniziare a rendere la Rai un’azienda trasparente.

Sostituiti gli antichi basoli di Procida

procida Nell’isola di Procida sono in corso dei lavori per la riqualificazione della zona del porto. Il progetto prevede una serie di interventi tra cui anche la sostituzione degli antichi basoli vesuviani, materiale prezioso che compone la pavimentazione del luogo. Una decisione che appare quanto meno singolare e inspiegabile. La pavimentazione originaria è infatti stata parzialmente rimossa per fare spazio a dei finti basoli che risultano essere meno pregiati dei precedenti da un punto di vista estetico e storico, oltre che scadenti per quanto riguarda la qualità materiale. Un intervento irragionevole tanto più se si considera che l’intero territorio dell’isola è sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale e che i blocchi di pietra si presentavano fino alla loro rimozione integri e in ottimo stato così come riportato anche da storici dell’arte. Lo stesso tipo di operazione si sta replicando anche alla Corricella, uno dei luoghi più belli e suggestivi dell’isola, che tutti ricorderete ritratta nel Postino con Massimo Troisi e in tanti altri film. Come mai la Soprintendenza ha dato l’ok? In che modo è stato strutturato questo intervento? Qualcuno ci guadagnerà?

Ho interrogato il Ministero per i beni e le attività culturali per saperne di più. Vi terrò aggiornati.

La risposta della Rai all’interrogazione sull’Arena

Questa è la risposta che la Rai ha fornito al mio quesito sulla puntata dell’Arena dedicata al dibattito sulla città di Napoli.
Una risposta intollerabile ed irricevibile per due ragioni essenziali.

Innanzitutto l’azienda non propone una sua posizione sulla vicenda ma si limita a incollare nel documento la trascrizione del monologo che lo stesso Giletti aveva pronunciato la domenica successiva per illustrare la sua autodifesa sulla vicenda. Una replica quindi inadeguata e un modo di operare quanto meno singolare visto che la Rai non si preoccupa nemmeno di spiegare perché la propria valutazione della vicenda coincide con quella del conduttore.

Inoltre la risposta non affronta in alcun modo la questione centrale sollevata dalla mia interrogazione, ovvero la modalità con cui si è svolto ed è stato (non) gestito il dibattito da parte del conduttore che, come già accaduto in passato, si è reso protagonista di un episodio incompatibile con i principi cardine del servizio pubblico (correttezza del linguaggio e dei comportamenti, qualità del dibattito, rispetto del contraddittorio, ecc). Da questo punto di vista si tratta di un riscontro non puntuale e assolutamente non esaustivo.

Come presidente della Commissione di vigilanza Rai pretendo che l’azienda risponda in modo conforme alle regole ai quesiti posti dai commissari rispettando il ruolo del Parlamento. Le interrogazioni rientrano infatti nell’ambito di una delle funzioni principali di questo organismo bicamerale, ovvero quella di verificare la qualità dell’informazione e l’aderenza dei contenuti ai principi del servizio pubblico. Risposte del genere, invece, sviliscono tale importante funzione.

Ho quindi deciso di inviare nuovamente il quesito nella sua versione originaria e di chiedere al presidente e al direttore generale della Rai di esprimere chiaramente la posizione dell’azienda in merito ai fatti accaduti.

Senza segnale, servizio inesistente. Interrogazione alla Rai

segnale-rai-DEF

– Circa trenta comuni laziali non hanno mai ricevuto il segnale Rai da quando si è realizzato il passaggio al digitale terrestre;

– A Cinisi (Palermo) è possibile fruire soltanto di un limitato numero di canali del servizio pubblico;

– In diverse zone del Piemonte il segnale delle reti Rai risulta assente da luglio a causa di un imprecisato problema tecnico relativo alle frequenze;

– A Paola (Cosenza) il segnale della Rai non sarebbe raggiunto dalla quasi totalità dei residenti;

– In Abruzzo, nei dintorni dell’Aquila, il segnale radiotelevisivo si perde sistematicamente per diversi giorni. Non pervenuto da tempo immemore quello radiofonico;

– Vicino Genova, a distanza di oltre tre anni dallo switch-off, non risultano fruibili i canali digitali della Rai, specialmente quelli tematici.

E poi ancora i comuni in provincia di Matera, Lecce, Salerno, Macerata e altri: l’elenco potrebbe continuare a lungo. Centinaia di persone mi hanno scritto e mi scrivono per segnalare problemi e criticità perché ancora oggi molte zone del nostro Paese non sono raggiunte dal segnale Rai o hanno difficoltà nella ricezione.

Per questo ho inviato un quesito ai vertici dell’azienda per avere informazioni sullo stato dell’arte e per sapere in che modo la Rai intenda intervenire. Esistono palesi disparità di trattamento tra i territori del nostro Paese e devono essere definitivamente superate. È assurdo che si pretenda il pagamento del canone a fronte di un servizio inesistente. Non solo la Rai, anche il Governo ne deve tenere conto. Non può pensare di mettere mano al sistema di riscossione del canone senza però assicurarsi che tutti i cittadini siano messi nelle condizioni di vedere i canali Rai.

Rispetto alla questione ho già fatto una proposta contenuta nel contratto di servizio approvato dalla Commissione di vigilanza un anno e mezzo fa, e allo stato attuale ancora chiuso nei cassetti nel Ministero dello Sviluppo Economico, chiedendo che vengano esentati dal pagamento del canone proprio coloro i quali non ricevono per questioni tecniche le trasmissioni televisive.

La mancata ricezione del segnale si traduce in una lesione del diritto costituzionale all’informazione. Ed è inaccettabile che sussistano disparità di trattamento nel nostro Paese. Rai e governo intervengano.

Interrogazione alla Rai sul caso Arena/Giletti

Mi auguro che presto in Rai si registri un’inversione di tendenza. I principi che sono alla base del servizio pubblico devono ispirare tutti i programmi, da quelli informativi a quelli di intrattenimento o infotainment. Scatenare le bagarre solo per acquisire punti di audience non è la prospettiva che la Rai deve costruire.
Ecco l’Interrogazione che ho inviato ai vertici Rai sul caso Arena/Giletti

Interrogazione sul caso Fazio/Varoufakis

Si inizia a ragionare. Questa mattina ho mandato un’interrogazione alla Rai sulla questione Fazio/Varoufakis Che tempo che fa/Endemol pretendendo, come da due anni a questa parte, totale trasparenza su ogni atto. E poche ore fa la dirigenza Rai ha finalmente stabilito il divieto di pagamento per i politici ospitati nelle trasmissioni. Pubblico qui di seguito il quesito inviato stamattina. Non ci fermeremo mai fino a quando non avremo raggiunto tutto quello che ci siamo preposti. Avanti così!

La Campania non ha speso i fondi per la bonifica delle terre inquinate

La Campania non ha ancora speso i fondi a disposizione per la bonifica di terre inquinate, come la Terra dei fuochi: è quanto emerge dalla risposta della Commissione europea all’interrogazione del nostro europarlamentare Piernicola Pedicini.
La Commissione europea spiega che “il programma operativo 2007-2013 per la Campania, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale fornisce un sostegno a misure di ripristino dei siti contaminati nella regione Campania, compresa la ‘Terra dei fuochi’, che prevede uno stanziamento di 140 milioni di euro”.
La Commissione europea spiega che però “finora sono stati certificati all’Unione europea circa 8 milioni di euro”.
Questo dimostra che al di là delle parole sbandierate in campagna elettorale, l’emergenza Terra dei fuochi non è mai stata una priorità per la precedente giunta e chissà se lo diventerà per quella che, forse, si insedierà – visto che De Luca sarà sospeso a breve. A causa del pasticcio del Pd ci ritroviamo a dover affrontare i problemi giudiziari dell’ex sindaco di Salerno e non le soluzioni che questa terra aspetta da anni. Ma ora la musica cambierà perché nel consiglio regionale della Campania ci saranno anche i nostri portavoce che non daranno tregua e lavoreranno perché drammi come quello della Terra dei Fuochi vengano finalmente risolti.

Interrogazione al Ministro dell’Interno su certificazione antimafia

Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per avere delucidazioni sull’acquisizione della certificazione antimafia per la E.P., società operante nel settore della fornitura di pasti alle pubbliche amministrazioni. Negli ultimi anni le attività della ditta sono state oggetto di atti parlamentari, inchieste giornalistiche e indagini che si sono concentrate su presunti collegamenti con la criminalità organizzata. L’azienda è aggiudicataria di un consistente numero di appalti pubblici in tutta Italia, dai consigli regionali alla polizia di Stato. Le inchieste hanno fatto emergere una “gestione spregiudicata del servizio mensa” in un ospedale pugliese, la concessione di appalti senza evidenza pubblica, l’impiego di esponenti di famiglie della criminalità barese. La situazione in cui versa la E.P. sembrerebbe inoltre analoga a quella di un’altra azienda, la Hotel Guiren srl, interdetta ai fini antimafia per legami indiretti con le organizzazioni criminali mediante rapporti di parentela, e gestita da un componente della stessa famiglia che amministra la E.P. Al Ministro chiedo dunque di fare immediata chiarezza su quanto succede, anche alla luce delle indagini aperte. Il primo impegno del ministero dell’Interno deve essere la lotta alla mafia, ma, si sa, Alfano latita.

Su Parlamento.it le risposte della Rai ai quesiti della Commissione di vigilanza

trasparenza_edt11DEFINITIVO

Il lavoro della commissione di Vigilanza Rai è trasparente. Trovate pubblicate online, sul sito del Parlamento, le risposte della Rai a tutte le interrogazioni presentate da inizio legislatura dai commissari. Possono essere consultate e scaricate. Non era mai accaduto prima. Ora i cittadini, gli unici proprietari dell’azienda, hanno uno strumento in più per conoscere non solo l’attività della bicamerale, ma anche per verificare il rispetto da parte della Rai della missione di servizio pubblico. Clicca QUI per accedere alla documentazione.