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Un italiano su quattro a rischio povertà o esclusione sociale. Reddito di cittadinanza prioritario nel Paese

Il 28,7% delle persone residenti in Italia è a rischio povertà o esclusione sociale. Più di un italiano su quattro versa in queste condizioni. Il dato, reso noto ieri dall’Istat, peggiora ulteriormente se si guarda al Sud dove il 46,4% delle persone ha a disposizione un reddito netto inferiore alla soglia di povertà (si tratta, tra l’altro, di percentuali in aumento). Sono numeri preoccupanti che scattano un’istantanea del nostro Paese molto diversa dalle slide e dagli slogan dell'(ex) premier. Dati che ci dicono ulteriormente quanto le politiche del governo siano state lontane dalle reali esigenze del Paese. Esecutivo e maggioranza hanno tenuto il Parlamento bloccato su una riforma costituzionale dannosa e pasticciata, rispedita al mittente dal voto di domenica, impedendogli di occuparsi dei veri problemi degli italiani.
Il reddito di cittadinanza resta prioritario tra le misure da attuare nel nostro Paese. È uno dei punti centrali del programma del MoVimento 5 Stelle, che da sempre insiste sulla necessità di introdurre una misura di contrasto alla povertà anche in Italia. Occorre garantire dignità a chi vive in condizioni difficili. Non possiamo più aspettare.

Povertà assoluta per oltre 4,5 milioni di persone in Italia. Dato più alto dal 2005. Subito il reddito di cittadinanza

In Italia vivono in povertà assoluta oltre 4,5 milioni di persone: è il dato più alto dal 2005. È assurdo che in queste condizioni governo e maggioranza si rifiutino ancora di adottare l’unica misura che realmente contribuirebbe a dare sollievo e aiuto a tante persone che nel nostro Paese soffrono: il reddito di cittadinanza. Il disegno di legge sul contrasto alla povertà che stiamo discutendo in Aula è infatti una misura insufficiente poiché è diretta solo a una parte degli oltre 4 milioni di italiani che oggi faticano anche a comprare il cibo di ogni giorno.
I dati che vi ho citato sono dell’Istat e si riferiscono al 2015. Secondo l’analisi la povertà colpisce le famiglie numerose, chi vive in città e molti più giovani. Un minorenne su 10 è indigente. Sono persone e nuclei familiari che, secondo la stessa definizione dell’Istat, hanno difficoltà a “conseguire uno standard di vita minimamente accettabile” e “non accedono a beni e servizi che, nel contesto italiano, vengono considerati essenziali”. Provo profonda rabbia quando leggendo cose del genere penso che chi avrebbe la responsabilità di fare qualcosa non investe seriamente nella risoluzione della principale emergenza del Paese preferendo convogliare l’attenzione verso banche e lobby. Il reddito di cittadinanza va approvato subito.

Istat: circa il 30% degli italiani a rischio povertà. Subito il reddito di cittadinanza

Il report pubblicato dall’ISTAT sulle condizioni di vita in Italia per l’anno 2014, descrive un fenomeno, quello della povertà nel nostro Paese, che non deve essere sottovalutato.
Circa il 30% dei cittadini residenti in Italia sono a rischio di povertà o di esclusione sociale.
I dati sul Mezzogiorno sono ancora più allarmanti: il 45,6% della popolazione residente al Sud è a rischio di povertà e di esclusione sociale. Subito il reddito di cittadinanza. Maggiori informazioni qui.

Novità sul reddito di cittadinanza

Leggete cosa dice il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, riguardo la nostra proposta sul reddito di cittadinanza: il costo per il 2015 è stimato in 14,9 miliardi di euro. La misura “tende a costituire una rete di protezione sociale ‘compatta’, compensando eventuali insufficienze del sistema di welfare. Favorisce – si legge nel documento depositato in commissione Lavoro – il contrasto alla povertà minorile e a quella dei giovani che vivono soli”. I beneficiari sarebbero circa 2,7 milioni di famiglie con un reddito inferiore alla linea di povertà (ovvero il 10,6% delle famiglie residenti in Italia). Di questi 2,7 milioni di famiglie, oggi la quasi totalità ha un reddito inferiore all’80% della linea di povertà relativa. A beneficiarne maggiormente sarebbero le coppie con figli minori e i monogenitori con almeno un figlio minore. L’Istat stima ancora che con la misura “la percentuale di famiglie con un reddito inferiore al 60% della linea di povertà relativa viene di fatto azzerata in tutte le ripartizioni geografiche, con un impatto maggiore nel Mezzogiorno dove, prima della simulazione, il 12,4% delle famiglie si trova in condizioni di povertà più grave”.
Altro che incostituzionale come sostiene Renzi. Il reddito di cittadinanza va fatto e con la massima urgenza. Approviamolo subito e diamo all’Italia la dignità che sino ad ora è mancata!

L’Istat riporta Renzi sulla Terra

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I dati Istat per il febbraio 2015 raffreddano ancora una volta l’entusiasmo del Governo Renzi. Il premier pochi giorni fa rivendicava una svolta citando i nuovi contratti a tempo indeterminato. Ma l’Istituto di statistica inserisce il dato nel suo contesto e sottolinea: “sono dati di diversa natura e non necessariamente significano nuovi occupati. Possono anche essere transizioni dal tempo determinato e altri tipi di contratti”.

Approfondimento sul portale di M5S Parlamento.