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Le larghe intese non si dimenticano mai

Le larghe intese non si dimenticano mai, a maggior ragione se si tratta di salvare in Aula l’uno o l’altro esponente dei partiti uniti. Ieri il Senato, respingendo la mozione di sfiducia del M5S, lo ha fatto con Luca Lotti, ministro dello Sport del Pd, vicinissimo a Renzi, coinvolto nell’inchiesta Consip. In quella occasione Forza Italia, che starebbe all’opposizione, è uscita dall’Aula senza votare.
Oggi invece è stato il turno del senatore Augusto Minzolini di Forza Italia, condannato in via definitiva a due anni e sei mesi per peculato (uso indebito della carta di credito aziendale di cui aveva disponibilità quando era direttore del Tg1). L’Aula di Palazzo Madama ha approvato l’ordine del giorno presentato del suo partito con cui si chiedeva di respingere la delibera della Giunta per le elezioni e le immunità che si era espressa in modo favorevole alla decadenza del senatore. Decisivo sarebbe stato il sostegno anche di senatori della maggioranza: 19 senatori Pd hanno votato con Forza Italia, mentre 24 non hanno proprio partecipato al voto. Il presidente dei senatori Pd aveva annunciato “libertà di voto” per gli esponenti del suo partito.
Ascoltate in questo video come l’Aula del Senato ha accolto la notizia del salvataggio di Minzolini. Urla di esultanza come allo stadio. Ecco cosa succede in questi palazzi, ecco come i partiti si muovono e si aiutano a vicenda per cercare di sopravvivere. Tentativi disperati, disperatissimi, concorderete con me. Alle prossime elezioni il 40% per il MoVimento 5 Stelle sarà poco!

Verdini condannato a 9 anni. Renzi lo voleva padre costituente

Verdini condannato a 9 anni di carcere con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Vi rendete conto? Nove anni per colui che Renzi ha cercato di rendere padre costituente, colui che ha mantenuto in vita il Governo dell’ex premier in tutti i modi. Pacche sulle spalle, accordi, riunioni mentre il Movimento Cinque Stelle da ogni angolo del Parlamento attaccava a ragion veduta questo sodalizio. Per non parlare del’indagine Consip, che vede coinvolto un altro fedelissimo di Renzi, Luca Lotti, attuale ministro.
Insomma un quadro veramente torbido che si aggiunge al disastro di un modello politico fallimentare che i cittadini hanno già bocciato, dalla riforma costituzionale alla “Buona scuola”.
Questa sarebbe la nuova classe politica del Partito democratico? Hanno già fallito su tutta la linea, dalla prova di Governo alla propria organizzazione interna, come dimostra il caos di questi giorni intorno alle tessere.
Per favore basta. Troppo male al Paese, che non lo merita. Se fossi in Renzi, per tentare di salvare la faccia, non mi presenterei mai alla primarie del Pd.
Lasci ora o dopo sarà troppo tardi. La misura è colma.