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OPEN TG / Governo domina l’informazione in tv. L’Agcom intervenga

Sapete cos’è il tempo di parola? È il parametro utilizzato dall’Agcom per valutare il pluralismo politico nei tg del nostro Paese. Serve a verificare quanto spazio viene dato a partiti e movimenti. Per calcolarlo si prende in considerazione il tempo fruito direttamente da un soggetto politico “in voce”, senza mediazione giornalistica, ovvero attraverso dichiarazioni, interviste, interventi in Aula, conferenze stampa. Bene.

In periodo di par condicio, nell’informazione dei tg il tempo di parola del Governo deve essere ridotto al minimo indispensabile, cioè all’esercizio delle funzioni istituzionali. Se, invece, un esponente del governo parla come soggetto politico, il suo tempo deve essere attribuito al partito di appartenenza. Occorre dunque distinguere in modo rigoroso esercizio delle funzioni istituzionali e attività politica. E non è quello che sta accadendo.

Il premier infatti domina l’informazione televisiva. E con lui, il resto del governo, con conseguente grave violazione delle norme sulla par condicio e quindi del principio di uguaglianza delle opportunità tra i soggetti politici (per questo il M5S ha presentato ieri una serie di esposti all’Agcom).

Qualche esempio: nel primo periodo di campagna elettorale, in tutte le edizioni dei tg Rai, il solo Presidente del Consiglio oscilla tra il 16% (Tg3) e il 23,1% (Tg1) e, sommando il suo spazio a quello del governo, si arriva a un tempo di parola superiore a quello complessivamente attribuito ai 3 principali partiti parlamentari. Una sovraesposizione enorme che si registra anche a Mediaset dove il tempo complessivamente fruito dal Governo supera il 35%. Non va meglio in altre emittenti: da La7 a Sky, tutte amplificano la voce dell’esecutivo.

I dati del monitoraggio fanno chiaramente intendere che gli interventi in voce non siano strettamente collegati all’esercizio delle funzioni istituzionali. L’Agcom deve intervenire con urgenza!

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Lo Speciale Elezioni su Open Tg

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Nei prossimi giorni sarà disponibile su ‪#‎OpenTg‬ una nuova sezione dedicata alle elezioni regionali e amministrative 2015. Sarà possibile consultare i dati sulla presenza delle diverse forze politiche nei telegiornali nazionali durante il periodo di par condicio. Accedendo ai risultati del monitoraggio, potrete verificare voi stessi lo stato del pluralismo politico in tv. I dati saranno aggiornati ogni settimana.
Stay tuned! www.opentg.it

Una questione democratica non più rinviabile.

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Su ‪OPEN TG sono disponibili i risultati del monitoraggio aggiornati al mese di marzo (consultabili qui: http://www.opentg.it/controlla-i-tg/).
La musica non cambia: Mediaset continua a violare senza soluzione di continuità i più basilari principi del pluralismo politico. I tg della principale emittente privata sono dominati, nell’ordine, da Forza Italia, Partito democratico e Lega Nord, mentre la principale forza di opposizione del Paese è di fatto cancellata dall’informazione.


Rispetto al mese precedente, si sono accentuate le disparità di trattamento anche nei notiziari Rai, dove il Partito democratico è sempre più presente. In tutte le edizioni del Tg1, ad esempio, il Pd sale di 12 punti, ma la presenza di tutte le altre forze politiche è stabile o addirittura ridotta. In generale, nei tg della concessionaria è cresciuto anche il peso del Governo, con ricadute negative sul pluralismo.


Il tg di La7 conferma una forte variabilità dei dati. Tra febbraio e marzo, infatti, vi è stato un riequilibrio tra i principali soggetti politici ed è particolarmente significativa la quota di tempo dedicata alle minoranze e altri soggetti.


Non muta, invece, il copione di Sky Tg 24, dove il Partito democratico e il Presidente del Consiglio la fanno da padroni. Basti osservare che la somma dei tempi goduti dalle due principali forze di opposizione non arriva neppure a sfiorare il tempo dedicato al Pd, nonostante si tratti di tre soggetti politici che dovrebbero essere considerati in modo analogo.


In generale, ci troviamo di fronte ad una situazione di vera e propria sospensione del pluralismo nell’informazione, quindi della stessa democrazia. È da settembre che denunciamo queste gravissime distorsioni, ma l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non è intervenuta, non si è attivata né ha fornito riscontri ai nostri ripetuti esposti, trincerandosi dietro una sentenza del Consiglio di Stato (che però è del 10 dicembre 2014) secondo cui la par condicio va valutata sotto il profilo qualitativo anziché quantitativo. Così facendo l’Agcom abdica però al proprio dovere di riequilibrio. L’Autorità dovrebbe lavorare per garantire il rispetto del pluralismo, ma resta inerte di fronte a squilibri gravissimi, da sanzionare, che nulla hanno a che vedere con il problema toccato dalla sentenza. È una questione democratica non più rinviabile.

Open Tg, i risultati del monitoraggio a febbraio

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Anche a febbraio, nei notiziari delle reti Mediaset, il pluralismo politico è assente. Potete verificarlo voi stessi collegandovi a Open Tg. Sul sito è infatti disponibile l’aggiornamento del monitoraggio relativo all’ultimo mese. Nei telegiornali trasmessi da Mediaset le disparità di trattamento tra i soggetti politici, già macroscopiche nei mesi scorsi, si sono persino esasperate. In tutte le altre emittenti, invece, sono stati rilevati alcuni lievi miglioramenti, ma il livello di pluralismo resta tuttavia lontano dagli standard ideali. Nei tg Rai c’è stato un parziale riequilibrio dei tempi tra le forze politiche, sebbene il Tg3 continui a sotto-rappresentare fortemente la principale forza di opposizione e Rainews continui ad assegnare al Partito democratico un tempo circa 3 o 4 volte superiore rispetto a quello di forze analoghe come FI e M5S. In generale il blocco maggioranza-Governo tende a dominare l’informazione del canale all-news della Rai (circa il 60%). Piuttosto stabile la distribuzione dei tempi del TgLa7. Infine, appare più sfumata rispetto al mese precedente la tendenza di SkyTg24 a sovra-rappresentare il partito di maggioranza. L’Agcom, lo ripeto, deve intervenire. Nonostante però le ripetute segnalazioni inviate in questi mesi sulla situazione del pluralismo politico in Italia, l’Autorità garante non ha dato ancora alcuna risposta. E’ tempo di farlo. Per consultare i dati completi, cliccate qui.

 

Open Tg, lo stato del pluralismo politico a gennaio

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Su Open Tg‬ sono disponibili i risultati del monitoraggio aggiornati al mese di gennaio. Il livello di pluralismo politico nei telegiornali continua ad essere insufficiente. Le disparità di trattamento più evidenti, ancora una volta, riguardano tutti i notiziari di Mediaset, ma anche gli altri tg, salvo alcuni casi, continuano a trattare in modo diverso forze politiche analoghe. In generale va comunque sottolineato un parziale ridimensionamento del blocco maggioritario, che nel mese scorso aveva raggiunto livelli davvero inaccettabili. Di fronte a questo scenario, restiamo sempre in attesa che l’Agcom intervenga per sanzionare le ripetute violazioni della par condicio nei periodi non elettorali che perdurano ormai da mesi.
Per consultare i dati, cliccate qui: OPEN TG

Open Tg, pluralismo inesistente su Mediaset

Anche i dati dell’ultimo trimestre lo confermano: in tutti i tg Mediaset il pluralismo politico è sostanzialmente inesistente. I risultati del monitoraggio Agcom a dicembre non fanno registrare alcuna inversione di tendenza e si attesta quanto emerso nei mesi precedenti. Nel corso del 2014, quindi, Tg4, Tg5, Studio Aperto e Tg Com 24 hanno sistematicamente leso le più basilari norme che regolano la par condicio nei periodi non elettorali.

Leggendo i dati (potete consultarli qui) appare evidente un costante squilibrio nei tempi di parola fruiti dalle diverse forze politiche. Per questo motivo il M5S ha presentato un nuovo esposto all’Agcom, con cui chiede non solo un intervento immediato affinché venga imposto a Mediaset il rispetto dei principi di imparzialità e parità di trattamento, ma anche la doverosa valutazione dei ricorsi inviati nei mesi scorsi che già denunciavano queste inaccettabili violazioni del pluralismo e che, ancora oggi, risultano privi di risposta.

Il Movimento ha interpellato l’Agcom anche per quanto riguarda Rainews24 e SkyTg24. Nel primo caso abbiamo un’informazione che risulta dominata dal blocco maggioritario con i partiti di maggioranza e gli esponenti del governo che, insieme, hanno fruito del 70%, con punte del 75%, del tempo di parola attribuito ai soggetti politico-istituzionali. Su Rainews 24 assistiamo dunque a una grave sotto-rappresentazione di tutte le forze di opposizione, fortemente lesiva del pluralismo politico. In un Paese come la Francia, a cui l’Italia si è molto ispirata per la regolamentazione della par condicio, il tempo di cui oggi può beneficiare nei tg il blocco maggioritario è intorno al 55%. Anche i notiziari del canale all-news di Sky appaiono allo stesso modo schiacciati sull’asse maggioranza-esecutivo e a farne le spese sono, ancora una volta, i partiti di minoranza e quei soggetti politici che non hanno una rappresentanza in Parlamento.

L’Agcom deve fare la sua parte e non restare inerte di fronte a questo stato di cose, nonostante le recenti pronunce del Consiglio di Stato suggeriscano un cambiamento dei parametri di valutazione della par condicio: non solo quantitativi, ma anche qualitativi. Tuttavia, ad oggi, tali criteri non sono stati ancora definiti. Se, da un lato, è sicuramente necessario un ripensamento della normativa vigente, dall’altro è impensabile che nel frattempo si sospenda l’analisi del pluralismo politico nell’informazione nei periodi non elettorali e si rinunci all’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. L’Autorità ha il dovere di intervenire per ripristinare immediatamente una situazione di effettivo equilibrio. Ne va della qualità democratica del nostro ordinamento.

Open Tg, pubblicati i risultati del monitoraggio dicembre 2014

Su Open Tg sono disponibili i risultati del monitoraggio aggiornati al mese di dicembre. Rispetto a quanto ho denunciato nei giorni scorsi, non si registrano purtroppo grandi cambiamenti. Nei tg Rai si assiste a un lieve riequilibrio tra le forze politiche e il blocco di maggioranza, con l’eccezione di Rai News 24 in cui la disparità di trattamento appare ancora consistente. Le notizie peggiori arrivano dai telegiornali Mediaset, che presentano dati molto allarmanti. In particolare su Tg4 e Studio Aperto il pluralismo politico è praticamente inesistente. Anche Sky Tg 24 conferma la sua tendenza e risulta fortemente schiacciato sull’asse governo – maggioranza. Occorre intervenire, Agcom dove sei?

Per verificare lo stato del pluralismo e consultare i dati, cliccate qui

Nasce Open Tg – Fatto Quotidiano Tv

Da Il Fatto Quotidiano Tv: Il M5s in sala stampa alla Camera presenta Open tg, il sito in cui raccogliere ed elaborare i dati dell’Agcom sul pluralismo dell’informazione, sullo spazio dato ai diversi partiti politici nei telegiornali nazionali. “Questo sito è un modo semplice di raccogliere i dati per garantire trasparenza e informare i cittadini su come funziona il nostro sistema “.