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Terremoto: chiediamo una sezione info-cittadini sui canali Rai

Il primo effetto causato dal terremoto è la distruzione, il secondo la confusione. Quando la macchina dell’emergenza e della ricostruzione si mettono in moto viene prodotta una gran mole di informazioni, norme, delibere. Una matassa di provvedimenti realizzati da istituzioni diverse su questioni differenti tra loro: valutazione agibilità abitazioni, abbattimento edifici, esenzione dalle tasse, contributi, ricostruzione, assegnazione, casette.

E’ questo il labirinto nel quale si trovano da mesi i cittadini dell’Italia Centrale colpiti dal sisma. Cittadini che troppo spesso sono costretti a compensare le lacune nel sistema di informazione ufficiale alla popolazione attraverso i social o il passaparola. Ci sono poi anche i casi di quanti non hanno dimestichezza nel compredere il “burocratese”, la lingua dei provvedimenti ufficiali.

Per cercare di arginare questa situazione di incertezza e confusione abbiamo scritto al Direttore Generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, per chiedere che l’azienda svolga la sua funzione di servizio pubblico in modo costante e più completo verso le popolazioni coinvolte.

Per questo proponiamo che le testate regionali delle quattro regioni colpite dal sisma realizzino una striscia quotidiana attraverso la quale, con un linguaggio semplice e comprensibile da tutti, vengano diffuse e aggiornate le principali delibere e atti amministrativi che riguardano le zone colpite dal sisma. Alla Rai abbiamo anche suggerito di creare un’apposita sezione dedicata a questo argomento sul sito internet dell’azienda e uno spazio dedicato su Televideo.

I tanti cittadini colpiti dal sisma vivono una situazione drammatica e sono costretti a fare lo slalom tra norme e amministrazioni. La Rai, soprattutto attraverso la tv, può dare un importante contributo informativo.

Ospedale di Nola, il M5S presenta interrogazione in Parlamento

 Sul caso del pronto soccorso di Nola il MoVimento 5 Stelle ha depositato in Parlamento un’interrogazione a prima firma di Salvatore Micillo. Sono immagini terribili quelle che arrivano dall’ospedale, con i pazienti soccorsi per terra, e sono la conseguenza di tagli e scelte politiche che anche negli ultimi anni hanno messo in ginocchio la sanità nella nostra regione, ancora l’ultima in Italia secondo i dati recenti. Vincenzo De Luca ne dovrebbe sapere qualcosa. Sia responsabile e licenzi sé stesso per questo disastro. Siamo vicini a tutti i cittadini che hanno subito gravissimi disagi e a tutti i medici e operatori che hanno lavorato e prestato assistenza nonostante le difficili condizioni.

ps. Lettera aperta ai medici e al personale sanitario dell’Ospedale di Nola e di tutta la Campania

Con il M5S al governo, il reddito di cittadinanza sarà realtà

Ieri Berlusconi si è detto favorevole al reddito di cittadinanza. Ma in anni e anni i suoi governi non hanno mai adottato un provvedimento del genere. Né, di fronte alla proposta del Movimento 5 Stelle in Parlamento, gli esponenti di Forza Italia hanno manifestato reazioni positive. Ora, invece, la pseudo svolta. Queste persone sono molto abili con le chiacchiere. Non c’è da fidarsi. Se veramente vogliono il reddito di cittadinanza, lo dimostrino con i fatti. La nostra Nunzia Catalfo Portavoce a 5 Stelle, prima firmataria della proposta di legge M5S sul reddito di cittadinanza, ha reiterato la richiesta di calendarizzare in Aula il provvedimento visto che è fermo in commissione da 22 mesi. La verità è che quelle di Berlusconi sono solo parole. Gli italiani lo sanno bene. Quando il MoVimento sarà al governo, il reddito di cittadinanza sarà realtà. E’ una misura di cui l’Italia ha bisogno e non c’è più nulla da aspettare. E’ nel nostro programma e lo attueremo.

Tagliare i costi della politica? Facilissimo.

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Tagliare i costi della politica è facilissimo. Basta fare come fa il M5S da quando è entrato nelle Istituzioni.
Rinunciare ai rimborsi elettorali, e quindi, nel caso del Movimento, a oltre 42 milioni di euro (anche nel rispetto di quanto gli italiani hanno deciso con il referendum del 1993)? Fatto. Dimezzarsi lo stipendio spontaneamente senza aspettare una legge ad hoc? Fatto. Rendicontare ogni spesa sostenuta per l’esercizio del mandato e restituire quanto non utilizzato anche se la legge non lo richiede? Fatto. Rinunciare alle indennità di funzione riconosciute a chi, come me, ha una carica istituzionale? Fatto. E ancora no alle auto blu, no alle spese di rappresentanza.
In più di tre anni ho restituito quasi 140 mila euro e totalmente rinunciato a 86.600 euro di indennità aggiuntiva come Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Tutti noi parlamentari del MoVimento abbiamo restituito, tra tagli agli stipendi e rendicontazione delle diarie, 19.493.075 euro. In questo modo è stato possibile sostenere, grazie al fondo per il microcredito, 3235 piccole e medie imprese (7860 i posti di lavoro stimati).
Da un lato riduciamo i costi della politica, dall’altro sosteniamo il tessuto produttivo del Paese. E tutto questo senza stravolgere 47 articoli della Costituzione e senza aspettare provvedimenti ad hoc. Caro Pd, fai come noi!

Sulla data del referendum Renzi continua a giocare a nascondino. Ha paura del giudizio degli italiani

Sulla data del referendum Renzi continua a giocare a nascondino. Ha paura del giudizio degli italiani.

Ecco la nota diffusa dai deputati del MoVimento 5 Stelle componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera:

“Renzi continua a giocare a nascondino con la data della consultazione popolare sul referendum costituzionale e rimane in un assordante silenzio. Ormai, infatti, sono passati ben 34 giorni da quando è stato dato il via libera al governo per la scelta della data in cui gli italiani potranno andare a votare e l’esecutivo non ha ancora nessuna intenzione di indicarla. Questo comportamento, oltre che da irresponsabili, certifica che il trio Renzi-Boschi-Verdini ha paura del voto degli italiani perchè sa bene che la riforma è impresentabile. Evidentemente si vergognano anche loro di questo obbrobrio e, invece di accelerare i tempi, per far esprimere i cittadini su un tema così importante, la tirano per le lunghe, in attesa di avere in mano dei sondaggi favorevoli”.

Approvata la legge M5S sullo screening neonatale

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E’ legge la proposta del M5S sugli screening neonatali! La legge a prima firma Paola Taverna è stata approvata in via definitiva al Senato. Riguarda gli screening neonatali che da oggi vengono estesi in ogni regione, senza più nessuna distinzione tra nord e sud. Sarà di aiuto a tante famiglie e a tanti bambini.
Una splendida notizia!

L’emendamento M5S (Liuzzi) per obbligare la Rai a rispettare il tetto agli stipendi

Voglio ricordare a Orfini e a quelli del Pd che ora si indignano per gli stipendi in Rai che la nostra portavoce Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma aveva presentato un emendamento proprio per obbligare la Rai a stare nel tetto dei 240 mila euro.

Ci siamo battuti molto per quell’emendamento ma il Governo e la maggioranza risposero che “non era quella la sede adatta”. E il Pd votò contro. Allora abbiamo pensato di ripresentare quell’emendamento anche nella sede più “adatta”, cioè durante l’esame della legge di stabilità a dicembre. Risultato? Parere contrario del Governo. Ipocriti.
Ascoltate l’intervento della nostra Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma e qui potete vedere chi votò a favore e contro quell’emendamento.

Con la piattaforma Rousseau cittadini protagonisti della politica

Avreste mai immaginato qualche anno fa di poter suggerire, da casa, dal vostro computer, una proposta di legge e vederla poi presentata in Parlamento? Quello che sembrava impensabile è ormai realtà. E succede grazie al progetto del MoVimento 5 Stelle. Lo avevamo detto prima delle elezioni politiche e lo abbiamo fatto. I cittadini possono contare su un filo diretto con i portavoce nelle istituzioni: grazie alla piattaforma del M5S Rousseau e all’applicazione Lex Iscritti, possono indicare e poi scegliere delle proposte di provvedimenti da trasformare in atti da depositare alle Camere o in altre sedi. Ieri sono state votate le prime due proposte che adesso i portavoce del M5S si impegneranno a portare in Parlamento. Migliaia di iscritti hanno preso parte a questa prima votazione scegliendo tra 129 progetti. I cittadini hanno ora degli strumenti in più per dialogare con chi è stato eletto e per far sentire la loro voce. Possono contribuire in prima persona ai procedimenti legislativi e al dibattito su temi cruciali. E mentre i partiti vivono un inesorabile distacco dalla collettività, il Movimento mette in pratica idee e iniziative che avvicinano i cittadini alla politica rendendoli protagonisti.
È una rivoluzione. E la stiamo portando avanti con costanza insieme. Forza!

Consegnate oltre 10 mila firme per ridurre le tasse universitarie

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Oggi una delegazione di parlamentari M5S ha consegnato al Ministero dell’istruzione le oltre 10 mila firme degli studenti universitari italiani che hanno sostenuto la nostra proposta di legge che prevede tasse più basse fin da subito per le fasce medie di reddito e la “no tax area” (zero tasse per le famiglie di quegli studenti che non raggiungono i 15 mila euro di reddito all’anno).

Metterla in pratica costerebbe 90 milioni di euro. Pensate che se tutti i parlamentari si tagliassero lo stipendio come facciamo noi, in una sola legislatura si potrebbero risparmiare e reinvestire nell’economia quasi 300 milioni: più di tre volte la cifra necessaria per realizzare questo progetto.

E’ una proposta che risponde alle necessità di migliaia di studenti e famiglie italiane e rappresenta la soluzione più efficace rispetto al calo di 65 mila matricole in soli 10 anni.

L’avevamo promesso e l’abbiamo fatto. Nei prossimi giorni si discuterà alla Camera la proposta di legge: cosa faranno i partiti?

Nel 2013 il M5S chiedeva conto al governo della nomina del fratello di Alfano in Poste

Il nome di Angelino Alfano è finito nelle carte dell’inchiesta Labirinto, quella che nei giorni scorsi ha portato all’arresto 24 persone con accuse che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale a corruzione e riciclaggio. Uno dei faccendieri coinvolti nell’indagine si vantava al telefono di aver fatto assumere proprio il fratello del ministro in una delle società di Poste con una retribuzione di 160 mila euro.

Già tre anni il Movimento 5 Stelle chiedeva conto al governo della nomina di Alessandro Antonio Alfano. Leggete qui.

Era il 2013 e il nostro Andrea Colletti presentava un’interrogazione proprio sul posto di lavoro ottenuto dal fratello del ministro dell’interno. Ad oggi nessuna risposta è stata data, ma intanto è scoppiato l’ennesimo grande scandalo di corruzione che vede coinvolti parlamentari come Antonio Marotta, deputato di Ncd, il partito di Alfano che sotiene il governo Renzi, e un ex sottosegretario. Compare anche il padre del ministro che avrebbe mandato 80 curriculum per assunzioni alle Poste.

L’inchiesta scatta una nuova fotografia sul malaffare imperante nel nostro Paese. Giri di mazzette, appalti truccati, addirittura un service di false fatture per imprenditori interessati a evadere il fisco. La corruzione avvelena il nostro Paese. Produce il 40 per cento di spesa in più (secondo la Corte dei Conti) nei contratti per opere, forniture e servizi pubblici dello Stato; falsa la concorrenza e peggiora nell’insieme la qualità della vita dei cittadini. Abbiamo presentato nelle scorse settimane la nostra Carta dell’onestà: dieci punti chiari e immediati per smantellare un sistema che non permette al nostro Paese di esprimersi al meglio come potrebbe. Il Daspo per i corrotti è tra le misure che abbiamo ulteriormente inserito all’indomani delle elezioni tra le nostre 5 proposte per cambiare il Paese. Quella contro la corruzione e il malaffare è una battaglia che va combattuta con ogni mezzo. Siamo gli unici a poterla portare avanti.