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Referendum e pluralismo, interrogazione ai vertici Rai

Ricorderete, all’inizio dell’estate, i dati richiesti dalla Vigilanza che attestavano squilibri abnormi nell’informazione Rai sul referendum. Squilibri talmente forti che l’Agcom è intervenuta, sia pure timidamente, con dei richiami a rispettare l’equilibrio nell’informazione sul referendum.

Nonostante questo la situazione non è cambiata, anzi. Lo avevamo denunciato già ad agosto e lo confermiamo oggi. Prendiamo le ultime due edizioni serali del Tg1. Tre servizi sul referendum, a parlare è quasi solo il Sì. Voci talmente sovrabbondanti da apparire addirittura senza senso. Prima Renzi che afferma le ragioni della riforma, poi il giornalista che le riassume, quindi l’endorsement di Angela Merkel e quello di un’agenzia di rating, poi l’intervento del vicesegretario Guerini, quindi ancora Renzi, poi un altro rapido sunto delle ragioni del Sì, infine un esponente del Nuovo Centrodestra. Ai sostenitori del No uno spazio infinitesimale. E non è solo una questione di tempo, ma anche e soprattutto di contenuto, di sostanziale oscuramento delle ragioni degli oppositori della riforma.

Non è più tollerabile andare avanti in questo modo. Mi chiedo come possa il direttore di un tg considerare un’informazione simile coerente con il pluralismo nell’informazione e come possa ignorare con tale disinvoltura i richiami dell’Autorità. Un Paese in cui il principale notiziario del servizio pubblico si comporta come un’appendice del potere esecutivo ha un serio problema democratico.
Per questo ho inviato ai vertici Rai un’interrogazione affinché venga immediatamente garantito ciò che i cittadini chiedono: un’informazione normale nel principale notiziario del servizio pubblico.

Di fronte a questo stato delle cose ci aspettiamo anche un intervento incisivo e immediato dell’Agcom. Il referendum costituzionale è uno snodo fondamentale per la democrazia del Paese: non può essere trattato in questo modo.

P.s. Tre giorni fa ho richiesto ufficialmente all’Agcom i dati relativi all’informazione sul referendum nel periodo luglio-settembre. Trovo incredibile che l’Autorità abbia pubblicato esclusivamente i dati richiesti a suo tempo dalla Vigilanza ma non abbia continuato a farlo nelle settimane successive. La trasparenza su questi dati è un atto dovuto nei confronti dei cittadini che pagano il canone.

Referendum, grave ingerenza l’intervento dell’ambasciatore statunitense

L’ambasciatore statunitense ha affermato che il No al referendum sulla riforma costituzionale sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia e che il voto sulle riforme costituzionali offrirebbe invece una speranza sulla stabilità di governo per attrarre appunto gli investitori. Un intervento irrituale, il suo, e un’ingerenza gravissima negli affari interni di un altro Paese. Ma, poi, cosa significa meno investimenti in caso di vittoria del no? Qual è il collegamento? L’ambasciatore ce lo spieghi.

Come abbiamo più volte detto quella del referendum è una battaglia decisiva. Sui temi della consultazione non arretreremo di un millimetro. Faremo informazione ogni giorno perché tutti possano conoscere le ragioni per cui al referendum occorre votare in modo convinto No. Sostenere la pseudo riforma fatta dal governo significa sostenere la deformazione della nostra Costituzione. E noi non lo permetteremo.

Due appuntamenti a Portici e a Napoli per parlare di riforma costituzionale e referendum

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La battaglia per il referendum è importantissima. Bisogna far conoscere a tutti i rischi per la democrazia che la riforma costituzionale firmata da Renzi-Boschi-Verdini implica. L’impegno a informare quante più persone possibile deve essere di tutti. E noi chiaramente non ci sottraiamo. Per questo siamo e saremo ovunque per discuterne.

Per il prossimo fine settimana invito i napoletani e i campani a partecipare a due eventi dedicati ai temi della consultazione referendaria che si terranno a Portici e a Napoli.

Venerdì 16 settembre alle 17.00 prenderò parte insieme ad altri portavoce del M5S e a docenti universitari al dibattito “L’equilibrio tra i poteri dello Stato: cos’è e come cambia nella riforma Renzi-Boschi”, in occasione della Festa delle Stelle a Portici. Per avere informazioni sull’iniziativa cliccate qui

Sabato, invece, appuntamento dalle 18.00 in Villa Comunale a Napoli. Il Meetup ha organizzato un evento con giuristi, costituzionalisti, parlamentari per spiegare i motivi per cui è necessario votare NO alla riforma costituzionale voluta dal governo. Vi aspettiamo dalle 18.00.

Partecipare e informare è fondamentale. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure!
Passaparola!

Sulla data del referendum Renzi continua a giocare a nascondino. Ha paura del giudizio degli italiani

Sulla data del referendum Renzi continua a giocare a nascondino. Ha paura del giudizio degli italiani.

Ecco la nota diffusa dai deputati del MoVimento 5 Stelle componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera:

“Renzi continua a giocare a nascondino con la data della consultazione popolare sul referendum costituzionale e rimane in un assordante silenzio. Ormai, infatti, sono passati ben 34 giorni da quando è stato dato il via libera al governo per la scelta della data in cui gli italiani potranno andare a votare e l’esecutivo non ha ancora nessuna intenzione di indicarla. Questo comportamento, oltre che da irresponsabili, certifica che il trio Renzi-Boschi-Verdini ha paura del voto degli italiani perchè sa bene che la riforma è impresentabile. Evidentemente si vergognano anche loro di questo obbrobrio e, invece di accelerare i tempi, per far esprimere i cittadini su un tema così importante, la tirano per le lunghe, in attesa di avere in mano dei sondaggi favorevoli”.

Sul tema cruciale del referendum alcuni tg non rispettano le norme del pluralismo

Vi do qualche dato aggiornato sul pluralismo dell’informazione in tema di referendum costituzionale.
Periodo 16 giugno – 15 luglio:
Tg1: Sì 60,9%, No 36,0%, Neutro 2,2%
Tg2: Sì 49,7%, No 49,3%, Neutro 1%
Tg3: Sì 39,8%, No 39,8%, Neutro 20,5%
Rainews: Sì 51,7%, No 33,5%, Neutro 14,8%.
Bisogna considerare che questi sono i dati ufficiali Agcom sul tempo di parola, mancano quelli sul tempo di notizia, che è il parametro su cui si erano registrate le violazioni più gravi ed eclatanti.
Penso sia facile, ancora una volta, constatare che ci sono testate che non rispettano le norme e gli indirizzi sul pluralismo, e quindi non rispettano i cittadini che dal servizio pubblico si aspettano un’informazione equilibrata e imparziale su un tema cruciale come quello del referendum.
Intanto, secondo le indiscrezioni apparse sulla stampa, gli avvicendamenti al vertice dei notiziari Rai dovrebbero riguardare tutte le testate ad eccezione del Tg1.
A voi le conclusioni.

P.s. Preoccupanti i dati delle emittenti private: Tg4 (Sì 76,8%, No 23,2%), Tg5 (Sì 34%, No 55,6%), Studio Aperto (Sì 80%, No 20%), TG La7 (Sì 63,5%, No 19,3%), Sky Tg 24 (Sì 73.1%), No 26,9%). Sembra quasi di essere di fronte a un blocco del sistema dell’informazione, tutto schiacciato sulla posizione governativa. Di fronte a questi dati l’Agcom non può restare inerte.

Informazione Rai e referendum: serve equilibrio tra le posizioni in campo

Sul referendum costituzionale l’informazione televisiva, a cominciare dal servizio pubblico, non è stata né leale né imparziale. Che la propaganda per il “Sì” fosse alimentata dai principali tg nazionali era sotto gli occhi di tutti. Ecco perché alcune settimane fa ho richiesto all’Agcom i dati sull’informazione Rai, che hanno appunto certificato questa abnorme disparità di trattamento. Ai sostenitori del Sì il 78% del tempo di notizia, a quelli del No il 22%; il solo Renzi ha avuto un tempo di notizia pari a 5 delle 8 ore fruite dal “Sì” e delle 10 complessivamente dedicate al tema: la negazione del pluralismo.

Di fronte alla realtà dei dati, l’Agcom si è dovuta attivare. Come? Raccomandando a tutte le emittenti – per la seconda volta nel giro di due mesi – di rispettare i più basilari principi dell’informazione su un tema cruciale come il referendum.

Raccomandazioni a parte, serve l’onestà intellettuale da parte di tutti. Oltre alle percentuali scandalose, ci sarebbero altri aspetti su cui l’Agcom è chiamata a intervenire da tempo. Spesso, infatti, l’informazione a vantaggio di una parte avviene attraverso altri espedienti. Vi faccio un esempio: è capitato più di una volta che le voci a favore del Sì fossero raccolte in un servizio omogeneo, in testa al tg, mentre quelle a favore del No in un servizio eterogeneo, più in basso nella scaletta. È solo un esempio di come, a parità di spazio, si possa manipolare l’informazione.

Sono sicuro che il Presidente del Consiglio scatenerà sui media un’offensiva senza precedenti da qui al referendum. La Commissione di vigilanza sta facendo la sua parte e monitorerà senza sosta l’informazione del servizio pubblico. I Commissari dell’Agcom facciano la loro, avendo il coraggio di rendere pubblici tutti i dati, utilizzando i poteri sanzionatori (che ha solo l’Agcom, non la Vigilanza) e ricordandosi, sempre, di non rispondere a nessun altro se non alla collettività. È per questo che si chiama indipendente, altrimenti non ha ragione di esistere.

Necessario riequilibrio in Rai sul referendum. Presentato esposto all’AGCOM

I dati AGCOM relativi al dibattito sul referendum costituzionale fotografano una situazione allarmante. Nei Tg Rai quasi l’80% del tempo di notizia su questo argomento è andato ai sostenitori del SI, e solo il restante 20% alle ragioni del NO. Spicca il dato di Matteo Renzi che nella sua doppia veste di presidente del Consiglio e di segretario del Pd ha avuto il 51% del tempo di notizia sul tema referendario. Un dato estremamente critico se si pensa che è relativo a un periodo, quella della campagna elettorale, nel quale minima avrebbe dovuto essere la presenza di un esponente del governo.
L’Autorità Garante per le Comunicazioni aveva già inviato un richiamo a tutte le emittenti affinché garantissero un’informazione equa e imparziale sul tema della consultazione referendaria.

Ora, alla luce dei dati del monitoraggio, inviati solo ieri alla commissione di Vigilanza dopo reiterate richieste, l’AGCOM deve intervenire immediatamente e richiedere alle emittenti Rai il riequilibrio delle posizioni in campo.
Per questo ho appena presentato un esposto all’Autorità affinché si attivi senza ulteriori indugi.

Preoccupanti dati AGCOM sull’informazione dei tg Rai sul referendum. Occorre riequilibrio

Finalmente dopo le mie reiterate richieste siamo riusciti ad ottenere dall’AGCOM i dati sull’informazione che la Rai sta fornendo in merito al referendum costituzionale.
Sono preoccupanti e confermano quello che era già evidente a tutti.

Nei telegiornali della televisione pubblica dal 20 aprile al 6 giugno 2016:
– I sostenitori del “SI” hanno avuto quasi l’80% del tempo di notizia (ovvero 8 ore pari al 78%).
– I sostenitori del “NO” hanno avuto il 22% (ovvero 2 ore e 20 minuti).

Ricordo che il tempo di notizia è il tempo dedicato da un giornalista all’illustrazione di un argomento.

Si certifica così un netto squilibrio tra le posizioni in campo ingiustificabile e impensabile per un servizio pubblico.
La Rai deve rimediare e riequilibrare immediatamente e deve assicurare ai cittadini un’informazione degna di questo nome, ovvero imparziale ed equilibrata.

Referendum e informazione in Rai: oggi in Vigilanza audizione dell’Agcom

Nelle ultime settimane è stato necessario accendere i riflettori su come la Rai ha informato i cittadini in merito al referendum sulle riforme costituzionali. Da più parti sono arrivate segnalazioni sull’incompletezza dell’informazione fornita dalla tv pubblica. Ho richiesto all’AGCOM tutti i dati sullo spazio che le emittenti hanno dato ai sostenitori del “si” e del “no” e nonostante l’Autorità non abbia fornito dati aggregati (che ho nuovamente richiesto), si è avuta la conferma di ciò che era già evidente a tutti: i sostenitori del “si” hanno ricevuto uno spazio di gran lunga superiore ai sostenitori del “no”, uno spazio abnome.
Oggi ascolteremo in commissione di Vigilanza il presidente dell’AGCOM e i componenti dell’Autorità per fare il punto su questa situazione e avere un quadro preciso dei tempi dedicati al dibattito sul referendum. E’ un tema di centrale importanza. La Rai deve assicurare una rappresentazione seria, equa e imparziale di tutte le posizioni in campo.
Diretta streaming dell’audizione dalle ore 14.00.

Rai e informazione sul referendum: occorre un’inversione di rotta

In questi giorni è stato necessario accendere i riflettori su come la Rai ha informato i cittadini sul referendum. Come Presidente della Vigilanza ho assunto una serie di iniziative che vi riepilogo di seguito. E’ grazie a questi interventi e alla richiesta dei dati all’Agcom che si sta finalmente facendo un po’ di chiarezza:

1. La Rai per legge e per contratto di servizio è obbligata a fornire un’informazione completa e imparziale sulle posizioni favorevoli e contrarie al quesito, anche se formalmente la par condicio referendaria non è iniziata. Per questo motivo nelle scorse settimane l’Agcom ha raccomandato a tutte le emittenti di rappresentare in modo corretto, imparziale e completo il dibattito sulle riforme costituzionali.

2. Subito dopo ho convocato l’ufficio di presidenza della commissione di vigilanza per chiedere formalmente alla Rai di assicurare ai sostenitori del “No” pari voce e dignità, visto l’evidente sbilanciamento a favore del “Sì”. Erano tutti favorevoli alla richiesta tranne il Pd, che ne ha impedito l’approvazione.

3. Nei giorni successivi sono continuate ad arrivare segnalazioni sulla faziosità dell’informazione Rai sul referendum. A quel punto ho deciso di chiedere all’Agcom tutti i dati dalla fine di aprile ad oggi.

4. Due giorni fa finalmente l’Agcom ha risposto inviando i dati che ho subito trasmesso ai commissari della Vigilanza. Il dato fondamentale che avevo richiesto, cioè quanto spazio hanno avuto complessivamente il “Si” e il “No”, curiosamente non è stato indicato. Nonostante questo, le tabelle confermano una situazione che era già evidente agli occhi di tutti: i sostenitori del “Sì” hanno ricevuto uno spazio abnorme, contrario a qualsiasi principio dell’informazione: il solo Renzi ha ottenuto circa il 50% del tempo di notizia sul referendum, un dato agghiacciante!

5. Ho chiesto quindi all’Agcom di inviare di nuovo i dati senza lacune, e ho convocato in Vigilanza i vertici dell’Autorità, che saranno ascoltati mercoledì prossimo, come deliberato dall’ufficio di presidenza.

Basta scuse, basta alibi. Di fronte a questi dati impressionanti la Rai deve immediatamente invertire la tendenza fornendo una rappresentazione seria, equa e imparziale di tutte le posizioni in campo.
In gioco c’è la struttura democratica di questo Paese.