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Il cambiamento si vede anche da questo, dai piccoli gesti

Ci sono abitudini che in questo Paese sembra non debbano mai passare di moda, come la distribuzione ai politici di biglietti gratuiti per partite ed eventi vari. Privilegi a cui molti non intendono rinunciare, a quanto pare. Domani inizia il Festival di Sanremo e la prassi si consolida: assessori, consiglieri, parlamentari del territorio ricevono e utilizzano omaggi per assistere alla kermesse. Circa 200 a serata quelli distribuiti, tra gli altri, a rappresentanti delle istituzioni e politici dal Comune di Sanremo.
Chi sono gli unici ad aver rinunciato, da tempo, ai loro biglietti per questa manifestazione? I portavoce del MoVimento 5 Stelle al Consiglio comunale di Sanremo. Fin da inizio mandato hanno sempre rifiutato ogni tipo di tagliando omaggio. Per l’edizione 2017 del Festival avrebbero avuto diritto a dieci biglietti a testa (ovvero due per ogni serata) ma anche quest’anno hanno voluto mandare un piccolo segnale e vi hanno rinunciato.
Il cambiamento si vede anche da questo, dai piccoli gesti.

Governo e maggioranza irresponsabili su deroghe per gli appalti Rai

fondi neri rai

È stata la nostra battaglia dal primo giorno. Sugli appalti la Rai deve fare trasparenza ed è intollerabile che la maggioranza e il governo con la riforma Rai forniscano all’azienda strumenti per favorire ancora di più opacità e episodi di corruzione.

Le indagini delle Fiamme Gialle sulle società dei fratelli Biancifiori e sul giro di mazzette pagate ai dirigenti Rai (e non solo) per ottenere il monopolio delle forniture tecniche ci sta dando ragione su tutta linea.

I due imprenditori elargivano regali, pagavano bustarelle o vacanze in resort di lusso, assicuravano assunzioni di amici ai funzionari della televisione pubblica per aggiudicarsi gli appalti. Si parla di fatture false per 38 milioni di euro solo negli ultimi tre anni per truccare a proprio vantaggio il sistema.

L’aspetto gravissimo è che la Rai ha tenuto nascosti alla procura tutti i dossier sugli audit interni, ovvero sulle verifiche fatte internamente all’azienda che già mettevano nero su bianco una serie di anomalie nell’assegnazione delle commesse. I dirigenti non hanno segnalato nulla coprendo così un sistema corrotto che riguarda trasmissioni di punta come UnoMattina, Linea Verde, Virus, il Festival di Sanremo e anche le amministrazioni di alcune sedi regionali. Agli inquirenti, che ne avevano fatto richiesta quando avevano saputo dell’esistenza di quei documenti, non è mai stato consegnato nulla. Gli investigatori hanno dovuto bussare alla porta di Viale Mazzini muniti di un decreto del pm per raccogliere la documentazione.

L’esecutivo e il Pd hanno agito in modo irresponsabile prevedendo nel ddl Rai tutta una serie di deroghe speciali al Codice degli appalti che possono solamente peggiorare una situazione già compromessa, come testimoniano le cronache di questi giorni.

Queste norme devono essere interamente stralciate dalla legge. La risposta della politica deve consistere nel garantire legalità e trasparenza con regole chiare e precise, esattamente l’opposto di quello che hanno fatto governo e maggioranza con il ddl di riforma Rai.

Siani a Sanremo, l’esposto all’Agcom

È possibile prendere in giro un bambino per il suo aspetto fisico nel programma più visto della televisione pubblica? Succede a Sanremo, durante uno sketch del comico Alessandro Siani. Un brutto episodio che fornisce un esempio deleterio ai giovani e meno giovani che hanno seguito il Festival. Vogliamo tranquillizzare il direttore Gubitosi: siamo rilassati e ci godiamo lo spettacolo. Tuttavia la satira sui minori, oltre ad essere di cattivo gusto, non è consentita dalla legge. Quindi di fronte ad un episodio del genere è spiacevole che, invece di assumersene le responsabilità, si preferisca sminuire, come troppe volte accade quando ci rivolgiamo alla Rai per contestare la qualità del servizio offerto.
Per questo motivo ho firmato un quesito all’azienda per sapere se davvero crede che sia dignitoso per il servizio pubblico accettare la strumentalizzazione dell’aspetto fisico di un bambino a fini di satira. E all’Agcom ho chiesto di adottare i provvedimenti previsti dalla legge nei casi di violazione della tutela dei minori, comprese le sanzioni economiche.
Nel frattempo, sarebbero gradite delle scuse.

Leggi QUI l’esposto Agcom e QUI il quesito alla Rai.

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Per leggere la risposta dell’Agcom clicca qui