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Vigilanza Rai, al via attività istruttoria per parere sul rinnovo della concessione di servizio pubblico

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Siamo al lavoro sul rinnovo della concessione per l’affidamento del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale alla Rai. Dopo l’approvazione dello schema della convenzione da parte del Consiglio dei Ministri, il testo è infatti passato all’attenzione della Commissione di Vigilanza, che esprimerà un parere sullo stesso. Questa settimana prende il via l’attività istruttoria con una serie di audizioni in commissione che, come di consueto, saranno trasmesse in streaming sulla web tv della Camera dei Deputati.

Oggi sono previste le audizioni del Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Antonello Giacomelli (ore 14.00) e del presidente e dei componenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (ore 20.00).

Venerdì 17 marzo, invece, audizioni della presidente, del consiglio di amministrazione e del direttore generale della Rai e dei rappresentanti di Usigrai, Adrai, Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Ugl-Telecomunicazioni, Snater, Libersind. Conf. Sal e Fistel-Cisl.

Una buona notizia per i cittadini: dalla Rai più informazione sui territori colpiti dal sisma

Terremoto: una buona notizia per i cittadini, dalla Rai più informazione!

Vi ricordate della nostra richiesta al Direttore Generale della Rai di creare una sezione info-cittadini colpiti dal terremoto sui suoi canali? Ebbene, da viale Mazzini ci è appena giunta la risposta e siamo lieti del fatto che le nostre proposte siano state sostanzialemnte accolte e fatte proprie dall’azienda pubblica di informazione.

In particolare, ci è stato comunicato che a partire dal 3 febbraio viene pubblicato su Televideo un blocco di pagine – definite d’intesa con la Protezione Civile e la Struttura del Commissario alla Ricostruzione – dedicate a: numeri utili e d’emergenza, messa in sicurezza delle abitazioni, norme di comportamento, donazioni per ricostruire le scuole, come aiutare. Per quanto riguarda le informazioni sul web, è stato inserito sulla home page della Rai un banner che “linka” le informazioni della Protezione Civile.

Infine, riteniamo particolarmente importante l’iniziativa della Testata Giornalistica Regionale che, oltre a rilanciare nei propri notiziari le informazioni sopra indicate, sta provvedendo alla definizione di un nuovo spazio dedicato al terremoto all’interno di “Buongiorno Regione”. L’iniziativa è allo studio e si sta lavorando per farla partire il prima possibile.

Questa è la Rai che ci piace: quella che fa servizio pubblico e va incontro ai problemi reali delle persone. Speriamo che questi nuovi strumenti informativi contribuiscano a fare maggiore chiarezza tra quei cittadini, ai quali il terremoto ha tolto troppo, o tutto.

Terremoto: chiediamo una sezione info-cittadini sui canali Rai

Il primo effetto causato dal terremoto è la distruzione, il secondo la confusione. Quando la macchina dell’emergenza e della ricostruzione si mettono in moto viene prodotta una gran mole di informazioni, norme, delibere. Una matassa di provvedimenti realizzati da istituzioni diverse su questioni differenti tra loro: valutazione agibilità abitazioni, abbattimento edifici, esenzione dalle tasse, contributi, ricostruzione, assegnazione, casette.

E’ questo il labirinto nel quale si trovano da mesi i cittadini dell’Italia Centrale colpiti dal sisma. Cittadini che troppo spesso sono costretti a compensare le lacune nel sistema di informazione ufficiale alla popolazione attraverso i social o il passaparola. Ci sono poi anche i casi di quanti non hanno dimestichezza nel compredere il “burocratese”, la lingua dei provvedimenti ufficiali.

Per cercare di arginare questa situazione di incertezza e confusione abbiamo scritto al Direttore Generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, per chiedere che l’azienda svolga la sua funzione di servizio pubblico in modo costante e più completo verso le popolazioni coinvolte.

Per questo proponiamo che le testate regionali delle quattro regioni colpite dal sisma realizzino una striscia quotidiana attraverso la quale, con un linguaggio semplice e comprensibile da tutti, vengano diffuse e aggiornate le principali delibere e atti amministrativi che riguardano le zone colpite dal sisma. Alla Rai abbiamo anche suggerito di creare un’apposita sezione dedicata a questo argomento sul sito internet dell’azienda e uno spazio dedicato su Televideo.

I tanti cittadini colpiti dal sisma vivono una situazione drammatica e sono costretti a fare lo slalom tra norme e amministrazioni. La Rai, soprattutto attraverso la tv, può dare un importante contributo informativo.

Intervista al Fatto Quotidiano – 13 dicembre 2016

Lo spazio per il governo nei tg nelle ultime settimane di campagna è stato tra il 40 e il 45%, impensabile in un periodo di par condicio. Non è stato così garantito ai cittadini il servizio pubblico. Ne ho parlato in questa intervista al Fatto Quotidiano, in cui abbiamo affrontato anche i temi del pluralismo e del futuro dell’azienda.

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Nomine nel solco della riforma Rai: servizio pubblico sempre più assoggettato al governo

Ieri si è svolta l’audizione dei vertici Rai in commissione di vigilanza sulla questione offerta informativa del servizio pubblico. Non esiste alcun piano dell’informazione. È stato presentato uno schema embrionale di progetto. In diversi casi le slide delle linee guida erano riprese dal piano industriale che i vertici avevano già illustrato mesi fa. In estrema sintesi: una “pezza d’appoggio” per giustificare le nomine dei direttori dei tg varate oggi da Viale Mazzini.

Queste nomine chiudono un cerchio, realizzano pienamente il senso della riforma della Rai voluta dal Governo. Una riforma che anziché tagliare il cordone ombelicale tra politica e Rai, ha direttamente assoggettato la tv pubblica al potere esecutivo. Assetti della governance così critici per la democrazia esistono soltanto in Moldavia, Ungheria e Polonia.

Con questo blitz agostano i vertici Rai hanno dato prova di non essere indipendenti, non sono stati manager all’altezza del proprio compito. Non si gestisce così la principale azienda culturale del Paese, azienda che fa informazione e che è finanziata con il canone. Una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e della missione di servizio pubblico che, così facendo, viene ulteriormente svilita.

Maggioranza e governo pensano di poter andare avanti con questi mezzucci, e di poter arrestare il cambiamento in atto nel Paese. Credono di poter prendere in giro le persone plasmando a proprio piacimento il racconto della realtà. Ma più fanno così, più sono destinati a perdere, referendum compreso. Perché il solco che hanno scavato tra loro e cittadini è enorme e gli unici a non essersene accorti sono proprio i partiti, il governo, il Pd. Saremo ovunque per spiegare le loro manovre. Saremo in piazza, in rete, come facciamo da sempre. Ogni loro tentativo è vano, il re è nudo

Sul tema cruciale del referendum alcuni tg non rispettano le norme del pluralismo

Vi do qualche dato aggiornato sul pluralismo dell’informazione in tema di referendum costituzionale.
Periodo 16 giugno – 15 luglio:
Tg1: Sì 60,9%, No 36,0%, Neutro 2,2%
Tg2: Sì 49,7%, No 49,3%, Neutro 1%
Tg3: Sì 39,8%, No 39,8%, Neutro 20,5%
Rainews: Sì 51,7%, No 33,5%, Neutro 14,8%.
Bisogna considerare che questi sono i dati ufficiali Agcom sul tempo di parola, mancano quelli sul tempo di notizia, che è il parametro su cui si erano registrate le violazioni più gravi ed eclatanti.
Penso sia facile, ancora una volta, constatare che ci sono testate che non rispettano le norme e gli indirizzi sul pluralismo, e quindi non rispettano i cittadini che dal servizio pubblico si aspettano un’informazione equilibrata e imparziale su un tema cruciale come quello del referendum.
Intanto, secondo le indiscrezioni apparse sulla stampa, gli avvicendamenti al vertice dei notiziari Rai dovrebbero riguardare tutte le testate ad eccezione del Tg1.
A voi le conclusioni.

P.s. Preoccupanti i dati delle emittenti private: Tg4 (Sì 76,8%, No 23,2%), Tg5 (Sì 34%, No 55,6%), Studio Aperto (Sì 80%, No 20%), TG La7 (Sì 63,5%, No 19,3%), Sky Tg 24 (Sì 73.1%), No 26,9%). Sembra quasi di essere di fronte a un blocco del sistema dell’informazione, tutto schiacciato sulla posizione governativa. Di fronte a questi dati l’Agcom non può restare inerte.

Porta a Porta, inviati quesito ed esposto a Rai e Agcom

Ho inviato alla Rai l’interrogazione sulla puntata di Porta a Porta dedicata ai risultati del referendum sulla Brexit, teatro di uno squallido e grave episodio che ha visto protagonisti il conduttore della trasmissione e il direttore del Tg1 in seguito a uno scambio di battute fra quest’ultimo e la senatrice Barbara Lezzi. Oltre all’interrogazione alla Rai, ho inviato un esposto all’AGCOM. Non è infatti coerente con il principio della libertà di espressione il fatto che il conduttore di una trasmissione informativa e un suo ospite si mettano a disquisire sulla “sanzione” da infliggere a un altro ospite della trasmissione per opinioni – sia pure fortemente critiche – espresse nel più totale rispetto dei principi dell’informazione radiotelevisiva. Quanto è avvenuto nel corso della puntata è inaccettabile per il servizio pubblico nonché lesivo del contratto di servizio e del codice etico, che obbligano la Rai a improntare la programmazione a criteri di decoro e assenza di volgarità espressiva. La Rai deve intervenire affinché episodi del genere non abbiano più luogo. Vanno assunti provvedimenti seri quanto prima.

Referendum e informazione in Rai: oggi in Vigilanza audizione dell’Agcom

Nelle ultime settimane è stato necessario accendere i riflettori su come la Rai ha informato i cittadini in merito al referendum sulle riforme costituzionali. Da più parti sono arrivate segnalazioni sull’incompletezza dell’informazione fornita dalla tv pubblica. Ho richiesto all’AGCOM tutti i dati sullo spazio che le emittenti hanno dato ai sostenitori del “si” e del “no” e nonostante l’Autorità non abbia fornito dati aggregati (che ho nuovamente richiesto), si è avuta la conferma di ciò che era già evidente a tutti: i sostenitori del “si” hanno ricevuto uno spazio di gran lunga superiore ai sostenitori del “no”, uno spazio abnome.
Oggi ascolteremo in commissione di Vigilanza il presidente dell’AGCOM e i componenti dell’Autorità per fare il punto su questa situazione e avere un quadro preciso dei tempi dedicati al dibattito sul referendum. E’ un tema di centrale importanza. La Rai deve assicurare una rappresentazione seria, equa e imparziale di tutte le posizioni in campo.
Diretta streaming dell’audizione dalle ore 14.00.

Rai e informazione sul referendum: occorre un’inversione di rotta

In questi giorni è stato necessario accendere i riflettori su come la Rai ha informato i cittadini sul referendum. Come Presidente della Vigilanza ho assunto una serie di iniziative che vi riepilogo di seguito. E’ grazie a questi interventi e alla richiesta dei dati all’Agcom che si sta finalmente facendo un po’ di chiarezza:

1. La Rai per legge e per contratto di servizio è obbligata a fornire un’informazione completa e imparziale sulle posizioni favorevoli e contrarie al quesito, anche se formalmente la par condicio referendaria non è iniziata. Per questo motivo nelle scorse settimane l’Agcom ha raccomandato a tutte le emittenti di rappresentare in modo corretto, imparziale e completo il dibattito sulle riforme costituzionali.

2. Subito dopo ho convocato l’ufficio di presidenza della commissione di vigilanza per chiedere formalmente alla Rai di assicurare ai sostenitori del “No” pari voce e dignità, visto l’evidente sbilanciamento a favore del “Sì”. Erano tutti favorevoli alla richiesta tranne il Pd, che ne ha impedito l’approvazione.

3. Nei giorni successivi sono continuate ad arrivare segnalazioni sulla faziosità dell’informazione Rai sul referendum. A quel punto ho deciso di chiedere all’Agcom tutti i dati dalla fine di aprile ad oggi.

4. Due giorni fa finalmente l’Agcom ha risposto inviando i dati che ho subito trasmesso ai commissari della Vigilanza. Il dato fondamentale che avevo richiesto, cioè quanto spazio hanno avuto complessivamente il “Si” e il “No”, curiosamente non è stato indicato. Nonostante questo, le tabelle confermano una situazione che era già evidente agli occhi di tutti: i sostenitori del “Sì” hanno ricevuto uno spazio abnorme, contrario a qualsiasi principio dell’informazione: il solo Renzi ha ottenuto circa il 50% del tempo di notizia sul referendum, un dato agghiacciante!

5. Ho chiesto quindi all’Agcom di inviare di nuovo i dati senza lacune, e ho convocato in Vigilanza i vertici dell’Autorità, che saranno ascoltati mercoledì prossimo, come deliberato dall’ufficio di presidenza.

Basta scuse, basta alibi. Di fronte a questi dati impressionanti la Rai deve immediatamente invertire la tendenza fornendo una rappresentazione seria, equa e imparziale di tutte le posizioni in campo.
In gioco c’è la struttura democratica di questo Paese.