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Intervista a La Stampa sul tetto ai compensi delle star

Il Consiglio di amministrazione della Rai ha richiesto al direttore generale di applicare il tetto dei 240 mila euro anche ai compensi di artisti, giornalisti, conduttori, come avviene già per i dipendenti. Dal primo giorno in Vigilanza mi sono battuto per la trasparenza e per l’applicazione del tetto alle retribuzioni e continueremo a lavorare in questa direzione.
Ne ho parlato in questa intervista a La Stampa. Potete leggerla qui.

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Mega stipendi Rai, le responsabilità hanno nomi e cognomi

A più riprese abbiamo cercato di reintrodurre il tetto agli stipendi per i vertici e i dirigenti Rai. La Commissione di Vigilanza aveva approvato all’unanimità un parere, di cui ero relatore, per richiedere l’inserimento del limite nello Statuto della tv pubblica. Il M5S ha presentato emendamenti in due occasionidiverse in Parlamento per raggiungere lo stesso risultato, emendamenti prontamente bocciati dalla maggioranza. Se c’è una parola che può descrivere l’operato del governo e del Pd su questa questione è ipocrisia. Ora si indignano per lo sforamento del tetto ma non hanno fatto nulla per evitarlo. Le responsabilità esistono e hanno nomi e cognomi. Ecco il mio intervento alla conferenza stampa di ieri su piano trasparenza e stipendi Rai

Mercoledì Maggioni e Campo Dall’Orto in Vigilanza Rai su Piano trasparenza

Mercoledì 27 luglio in commissione di Vigilanza Rai saranno auditi la presidente della Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. I vertici Rai sono stati convocati per fare il punto sul Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale che obbliga l’azienda a pubblicare sul proprio sito una serie di informazioni tra cui quelle su retribuzioni e curricula di dirigenti e consulenti. Sarà l’occasione anche per chiedere conto dello sforamento del tetto dei 240 mila euro per gli stipendi Rai.

L’audizione sarà trasmessa in streaming sulla web tv della Camera dei Deputati.
Potrete seguire la diretta a partire dalle ore 14.00.

L’emendamento M5S (Liuzzi) per obbligare la Rai a rispettare il tetto agli stipendi

Voglio ricordare a Orfini e a quelli del Pd che ora si indignano per gli stipendi in Rai che la nostra portavoce Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma aveva presentato un emendamento proprio per obbligare la Rai a stare nel tetto dei 240 mila euro.

Ci siamo battuti molto per quell’emendamento ma il Governo e la maggioranza risposero che “non era quella la sede adatta”. E il Pd votò contro. Allora abbiamo pensato di ripresentare quell’emendamento anche nella sede più “adatta”, cioè durante l’esame della legge di stabilità a dicembre. Risultato? Parere contrario del Governo. Ipocriti.
Ascoltate l’intervento della nostra Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma e qui potete vedere chi votò a favore e contro quell’emendamento.

Interrogazione su stipendi e assunzione nuovi dirigenti Rai #vigilanzaRAI

Negli ultimi mesi in Rai sono stati nominati più di una dozzina di nuovi dirigenti, per lo più esterni: dai direttori di rete al capo ufficio stampa. Al momento l’azienda non ha pubblicato sul proprio sito informazioni sulle loro retribuzioni. Secondo alcune indiscrezioni apparse sulla stampa, in molti casi i compensi sforerebbero i 240 mila euro annui, ovvero il tetto che la legge stabilisce per gli stipendi dei dipendenti pubblici. La Rai è un’azienda pubblica a tutti gli effetti ed è finanziata come ben sapete principalmente grazie al canone pagato dai cittadini. Per questo deve rispettare il tetto ai compensi nonostante non sia formalmente tenuta a farlo in seguito all’emissione di bond dello scorso anno. La commissione di Vigilanza Rai è stata netta su questo punto, come anche la commissione bilancio del Senato: la Rai deve attenersi al tetto, a maggior ragione in un momento in cui la pubblica amministrazione è chiamata a contenere la spesa e i cittadini sono costretti a enormi sacrifici.

Per questo ho inviato ai vertici di Viale Mazzini quesito per pretendere massima trasparenza sulla questione. E per sapere con quali tipologie di contratti sono stati assunti i dirigenti esterni e in quali casi si è deciso di procedere con il job posting per scegliere tra le risorse interne all’azienda e quando con la chiamata diretta.

Il M5S aveva proposto l’adozione da parte della Rai di un Piano per la trasparenza che è stato inserito nella riforma Rai e adesso è legge. In virtù di questo piano dovranno essere pubblicati sul sito internet i singoli compensi, i curricula dei dirigenti nonché i criteri di reclutamento del personale. Ci aspettiamo che Viale Mazzini vi dia seguito quanto prima anche anticipando il termine previsto dalla legge. Sarebbe un atto significativo per iniziare a rendere la Rai un’azienda trasparente.

No agli stipendi d’oro in Rai

La Commissione di vigilanza ha stabilito all’unanimità che la Rai debba inserire nel proprio statuto il limite massimo agli stipendi del personale e degli amministratori. Allo stato attuale, a causa dell’emissione di bond, la Rai può infatti sforare il tetto ai compensi che si applica a tutte le società pubbliche. Durante l’esame della riforma della governance Rai, avevo chiesto con forza di introdurre il limite dei 240 mila euro annui ma l’emendamento era stato respinto. Ho voluto riproporre questo principio in Commissione, oggi riunita per esprimere il parere sulle modifiche dello statuto della Rai.

L’approvazione all’unanimità è un grande risultato. Non c’è nulla infatti che possa giustificare un regime speciale per la concessionaria pubblica.
Ci auguriamo che la Rai adesso faccia la sua parte e si attenga al parere approvato dalla Commissione.