Trasparenza in Rai sui compensi delle star

La Rai custodisce nel cassetto il segreto di pulcinella. A cadenze fisse vengono pubblicati o comunque si discute dei compensi di conduttori, star, giornalisti esterni e ne segue nell’immediato una sterile polemica che si esaurisce in qualche giorno. Sarebbe molto facile evitare il ripetersi di questo teatrino che si ripropone come un orologio svizzero.

1) La Rai, grazie al lavoro del Movimento 5 Stelle, ha dovuto rendere pubblici sul proprio sito i curricula e tutti gli stipendi dei dirigenti assunti. Questo passo, direi storico, verso la trasparenza effettuato dalla Rai ha avuto come ulteriore conseguenza, di fronte a retribuzioni in diversi casi faraoniche, che tutti gli stipendi di dipendenti e dirigenti superiori ai 240 mila euro, compreso quello del direttore generale, fossero riportati entro quel tetto previsto dalla legge per tutte le società partecipate dallo Stato. Oggi possiamo dire che questa giusta polemica, che si è protratta per anni, si è finalmente chiusa grazie ad un’operazione di trasparenza.

2) La Rai deve fare trasparenza anche sui compensi delle star (Fazio, Clerici, Conti ecc…). Si raggiungerebbero così vari obiettivi: chiarezza massima sull’uso che si fa dei soldi del canone; risparmio di risorse, perché accendere un faro su determinate dinamiche ha tra i probabili effetti quello di una riduzione o di un ridimensionamento dei compensi; stop alle continue polemiche dopo l’ennesima confusa fuga di notizie.

3) La Rai non può trincerarsi dietro la riservatezza dichiarando di agire in un mercato concorrenziale perché probabilmente i primi a conoscere l’entità di questa tipologia di compensi sono proprio i diretti concorrenti.

4) Lavorare in Rai, l’azienda pubblica radiotelevisiva e principale realtà culturale del Paese, deve essere considerato come un valore aggiunto e comportare autorevolezza in un percorso professionale. Se, per esempio, si facesse un esperimento e si proponesse ai volti noti, alle star, di guadagnare la metà della retribuzione prevista nei loro contratti, chi sarebbe disposto ad offrire il doppio per ingaggiarli? Cosa accadrebbe?

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