Via i partiti dalla Rai

Il Fatto Quotidiano oggi pubblica una lettera, datata agosto 2010, che sarebbe stata indirizzata dal consigliere di amministrazione della Rai Antonio Verro, attualmente in carica, all’allora premier Silvio Berlusconi. Nella missiva si segnalavano programmi ritenuti “antigovernativi” a cui occorreva “mettere paletti” o che dovevano essere sottoposti a “strettoie organizzative”. Se la lettera fosse vera, è chiaro che ci troveremmo di fronte a un comportamento totalmente incompatibile con il ruolo di consigliere Rai, che avrebbe il dovere di operare perseguendo l’interesse dei cittadini e dell’azienda, e non di una forza politica o del primo ministro. Il filo che lega la politica alla principale industria culturale e informativa italiana va spezzato. Su questo, come sapete, stiamo lavorando e a breve presenteremo la proposta di legge del M5S di riforma della governance Rai: vertici scelti sulla base di meriti, competenza e indipendenza. La lottizzazione dovrà essere solo un brutto ricordo. I partiti hanno per anni occupato la tv pubblica. È scritto nella storia del nostro Paese. Ma è una storia che cambieremo perché non si ripeta più quanto successo già in passato, con la pronuncia di quell’editto bulgaro che allontanò dagli schermi della televisione pubblica uno dei migliori giornalisti italiani: Enzo Biagi.

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